Università poco internazionali
Migrantes. Secondo i dati presentati dall’associazione Migrantes in Italia ci sono pochi studenti universitari stranieri. Confronto. Il nostro Paese infatti, col suo 3% di stranieri presenti negli atenei, è ben al di sotto della media degli altri Paesi Ocse che si attestano sul 10% e molto lontano dalla Gran Bretagna che ne ha il 18% e dalla Francia e dalla Germania che ne hanno l’11%. L’Europa con il suo 60% di studenti stranieri è un continente con una grande mobilità studentesca e nella quale sono presenti numerosi programmi, come l’Erasmus e il Marco Polo, per incentivare la mobilità degli studenti universitari. In Italia, invece, gli stranieri sono solo il 4% degli studenti universitari concentrati soprattutto nelle facoltà di economia scelta dl 17,5% degli stranieri, medicina e chirurgia scelta dal 14%, ingegneria dal 13% e lettere e filosofia dal 10%. Aree scelte. Le università del Centro sono le più gettonate con il 34% degli studenti stranieri che scelgono in maggioranza Roma seguita da Perugia, Firenze e Pisa. Nel Nord-Ovest sono presenti il 30% degli stranieri attratti dagli atenei di Milano e Genova, mentre nel Nord-est si registrano il 26% delle presenze concentrate soprattutto nelle università di Bologna e Trieste. Il Sud, invece, è scelto solo dal 7,2% degli studenti stranieri attratti dagli atenei di Napoli e Bari. Cause. Le ragioni del dato riguardante l’Italia, secondo l’associazione, risiedono soprattutto in politiche di accoglienza inadeguate.
Come afferma il Direttore generale dell’associazione, Monsignor Giancarlo Perego, infatti, la ragione è: «In primo luogo le poche residenze universitarie presenti, a disposizione soltanto del 2% degli studenti stranieri, contro il 17% della Svezia, il 10% della Germania e il 7% della Francia; poi le pochissime borse di studio erogate quasi esclusivamente da enti privati». A ciò si somma una scarsa internazionalizzazione degli studi, ovvero una scarsa presenza negli atenei italiani di corsi in inglese. Studiare in Italia. D’altronde anche il portale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dedicato agli stranieri che vorrebbero studiare nel nostro Paese risulta poco interattivo, povero di contenuti e con alcune lacune, come la mancanza del cinese tra le lingue disponibili (inglese, francese, tedesco e spagnolo). La lista degli atenei che hanno corsi in inglese è ferma al 2007 e nell’ampia sezione “Vivere in Italia” sono presenti più luoghi comuni, come quelli sulla pizza e il calcio, che informazioni. Inoltre nella sezione “Norme di sicurezza” si leggono frasi come «Non è frequente che le donne subiscano molestie, ma rispetto a quanto avviene nel tuo Paese, ti può sembrare di essere oggetto di maggiori attenzioni, non sempre desiderate, da parte degli uomini, e tali attenzioni a volte possono risultare fastidiose, anche se non pericolose» o ancora «Specialmente nelle grandi città si registrano con una certa frequenza piccoli furti, e i borseggiatori colpiscono soprattutto gli stranieri imprudenti». E sicuramente queste affermazioni non incoraggiano a venire in Italia.
20 gennaio 2011
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