aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Una lettera per l'Italia

Una lettera per l'Italia

Con il nuovo anno vorrei che il nostro paese cambiasse quello che non va, vorrei che l’intera classe dirigente italiana cercasse di capire quali siano i punti di forza su cui costruire un qualcosa per il futuro atto a migliorare la situazione socio-economica del Paese. La base dalla quale secondo me è necessario partire per questa “ritoccatina” è come sempre la scuola: cosa possiamo chiedere alla scuola come regalo di un buon 2011?Tante, fin troppe cose avrei da chiedere alla mia scuola, ma - per ovvi motivi - farò una cernita in modo da evitare di ingolfare il motore innovatore che spero (o meglio mi illudo) sia stato messo in campo per far vivere la scuola in modo migliore. Provate ad immaginare ciò che vorremmo trovare entrando una di queste mattine nella nostra scuola, dentro la nostra aula, sedendoci sugli ormai vetusti banchi che chissà quante generazioni di studenti come noi hanno “ospitato” in quelle quanto mai interminabili ore di lezione. A proposito dei banchi vorrei aprire una parentesi doverosa: avete mai provato a sedervici recentemente? Beh vi assicuro che non è un gran bello spettacolo in quanto quei banchi oltre alle numerose generazioni, hanno ospitato , evidentemente, orde di barbari o vandali che non hanno cura e rispetto per il prossimo.

Quindi come prima cosa credo sia giusto che tra noi studenti si avviino dei confronti circa la condizione dei mezzi che lo Stato ci mette a disposizione: è mai possibile che i nostri professori ancora ci debbano richiamare perchè scriviamo sui banchi? Come possiamo avere ciò che da tempo chiediamo se non ci prendiamo cura di ciò che abbiamo? Una spinta riformatrice dovrebbe partire proprio da noi che siamo a ragion veduta l’anima della scuola. Solo rispettando ciò che ci viene dato e non disprezzandolo potremmo provare ad ottenere qualcosa dai nostri governanti. Detto ciò, quali richieste possiamo avanzare ai presidi o a chi per loro? In cuor mio, forse l’unica cosa che realmente vorrei, è una scuola più umana, vale a dire una scuola che rispetti le opinioni di tutti e nella quale si possa costruire l’uomo del futuro, colui che prenderà le redini dell’Italia. Provate a vedere una qualsiasi fiction italiana che si svolga in una scuola (“I Liceali” o “Provaci ancora prof” e tante altre): vi accorgerete che i professori sanno tutto o quasi sui loro alunni, si recano nelle loro case qualora vi sia un problema o fanno loro una telefonata per assicurarsi che non vi siano problemi;  sono quasi amici con cui gli studenti possono confidarsi! Certo è che non bisogna esagerare almeno nella realtà. Non sto dicendo di avere professori che il pomeriggio con spirito da crocerossina risolvano tutti i guai in cui ci imbattiamo, ma quantomeno credo che un buon rapporto docente-alunno per essere efficace veramente debba avere questo pizzico di novità, questa ventata d’aria nuova che possa cambiare la scuola in meglio.  Vi accorgerete anche che la realtà è ben diversa da quella che è stata fatta passare dalla televisione, in quanto i  professori delle fiction nella realtà non esistono. E qui la domanda sorge spontanea: perché i governanti lasciano trasparire una realtà inesistente? Perché ci inculcano stereotipi inesistenti? A voi la risposta! Basterebbe questo per modificare la realtà scolastica dando la possibilità agli studenti di  guardare con occhio benevolo alla scuola,l’ambiente che tutti noi dobbiamo frequentare.

L’altro passo da fare, una volta cambiata la base, è dare un’ipotesi di futuro per le nuove generazioni. Ciò significa che, da una parte si deve ammodernare la scuola, dall’altra bisogna cambiare e rendere più competitivo il mondo del lavoro. Infatti questa è una realtà che sta inevitabilmente perdendo terreno in quanto assistiamo alla nascita in luoghi non molto lontani da casa nostra di nuove economie che stanno cambiando interamente il mercato del mondo del lavoro. Oggi qualsiasi impresa ha l’opportunità di chiudere le sedi nel suo paese d’origine e trasferirle in altri paesi, anche europei, nei quali la manodopera salariale costa meno e gode di meno diritti. Complice anche la globalizzazione che ormai ci attanaglia in quasi tutti gli ambiti, trovare lavoro nel proprio paese, specialmente in Italia, è impresa assai ardua se non impossibile. A tutti coloro che hanno potere decisionale in merito a queste iniziative lancio un appello: prima di trasferire interi stabilimenti da una parte all’altra pensateci non due ma cento volte in quanto ogni posto perso significa famiglie intere che rischiano di non arrivare più a fine mese. Per ovviare a questa possibilità credo che i sindacati, che costituiscono l’altra faccia della stessa medaglia, di fronte alla globalizzazione coatta del lavoro dovrebbero uniformarsi ed unirsi a livello internazionale per contrastare questo fenomeno. In poche parole almeno nell’Unione Europea credo che i lavoratori di paesi membri debbano avere gli stessi diritti e doveri stabiliti sulla base di criteri il più possibilmente oggettivi. Questo è ciò che chiedo alla società come regalo per l’anno nuovo: scuola innovativa e lavoro più abbordabile per tutti. Buon 2011 a tutti.

18 gennaio 2011

Matteo Cortese


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