Un aiuto ai malati di Cancro
Tutto nasce da una puntata della trasmissione Le Iene. Perché di questo prodotto non se ne parla, nonostante si trovi alla 3º fase di sperimentazione; ovvero sono ben 15 anni che la Labiofam, casa farmaceutica, lo sperimenta e lo produce. Si chiama Vidatox ed è un antidolorifico ed antiinfiammatorio che va a migliorare la qualità di vita dei malati di cancro. Questo preparato nasce dal veleno dello scorpione azzurro, particolare razza cubana, che viene poi trattato ed assunto in dosi giornaliere, diluito o meno in acqua.
Enrico è uno dei tanti italiani che, dopo aver visto la trasmissione tv, ha deciso di partire per andare all’Havana e procurarsi il Vidatox per suo padre. Ecco, quindi, un breve vademecum con tanto di truffe da evitare, per chiunque voglia recarsi a Cuba.
Prima ancora di partire come ti sei preparato?
Mi sono documentato on line, attraverso diversi siti. Purtroppo in Italia c’è una grande chiusura mentale e, contrariamente a quanto si possa credere, a Cuba c’è un sistema sanitario ben sviluppato. Tramite il sito thisiscuba.net ho trovato un numero addetto della Labiofam da contattare, per parlare con un medico e capire se era opportuno o meno partire per l’Havana. Ho deciso di non chiamare ed andare comunque: non volevo che nessuno mi dicesse che sarebbe stato un viaggio inutile. Non ho parlato neanche con l’oncologo curante, perché non essendoci pubblicazioni ufficiali, non è riconosciuto dal sistema sanitario nazionale: nessun medico italiano ti appoggerebbe in questo progetto. Bisogna comunque ricordare che non è una terapia sostitutiva, ma va unita a quella già esistente. Certo esistono molte forme di cancro, per cui è più difficile che abbia esiti positivi ad amplio raggio su tutti i ceppi della malattia, ma è indubbio che molti siano riusciti a superarla ed altri ancora abbiano migliorato la qualità di vita, diminuendo le dosi di morfina. Sono partito portando con me la cartella clinica e la delega.
Naturalmente ci sono già gli speculatori.
Esatto. Essendo un farmaco gratuito, già ci sono persone che arrivano all’Havana con l’idea di recuperarne diverse dosi per poi rivenderne in Italia a prezzi esorbitanti. Infatti, mentre mi trovavo a Cuba, ho sentito parlare di un probabile “visto medico” proprio per tutelare chi sul serio necessita di reperire il Vidatox.
Com’è andata alla Labiofam?
In realtà è il momento più semplice: devi solo aspettare. Eravamo veramente in tanti in attesa quella mattina: più di 150 persone, di cui la maggior parte italiani. Si viene suddivisi in due gruppi: soltanto gli italiani ne formano uno. Contrariamente a qualche tempo addietro, non c’è più bisogno di portare una borsa frigo per mantenere L’Escozul alla giusta temperatura. Bisogna ricordare di prendere anche il Vimang, un integratore che producono presso una casa farmaceutica vicino all’aeroporto. Basta dire a qualsiasi tassista di andare alla farmacia di oyo de agua (calle 100 - Arrojo Naranjo).
Quando sei arrivato a Cuba come ti sei organizzato per le cose più semplici? Ovvero gli aspetti di primaria necessità.
A Cuba esistono le Case Particolari: sono una sorta di B&B, dove puoi dormire ed eventualmente chiedere anche la prima colazione. Sicuramente sono molto meno cari rispetto agli alberghi ed offrono le stesse condizioni. Personalmente sono riuscito a trovare dei buoni alloggi grazie alla guida Lonely Planet. Lo stesso dicasi per i Taxi Particolari, che vengono affiancati a quelli ufficiali. Contrariamente a quanto si possa pensare Cuba è un posto sicuro, dove il turista viene realmente tutelato, visto che porta ricchezza: c’è molto controllo su eventuali truffatori. Per quanto riguarda la moneta, oltre a quella nazionale, esiste la CUC convertibile, usata proprio dai turisti. Parlano solo lo spagnolo, ma si riesce a comunicare benissimo: naturalmente, per noi italiani è più facile, vista la somiglianza della lingua. Ci sono poche macchine e molte aree pedonali, per cui converrebbe affittare un motorino oppure una macchina: in definitiva si risparmia, rispetto all’uso del taxi. Sicuramente la vita non è cara e non serve portare bancomat o carte di credito: hanno una commissione molto alta. E’ preferibile portarsi diversi soldi liquidi.
Ti è capitato di incontrare qualcuno che abbia cercato di truffarti?
Purtroppo sì. Mi è capitato un paio di volte. La prima è proprio legata al Vidatox. Quando mi trovavo all’Havana ho conosciuto un ragazzo cubano che mi faceva da guida ed a cui offrivo da bere e da mangiare, com’è da prassi. Il secondo giorno mi dice che conosce il contadino Monzon, scopritore del veleno di cui ne avevano parlato anche Le Iene, e si offre di accompagnarmi da lui il giorno successivo. Quando arriva il momento subentra un problema: Monzon non c’è, ma lui conosce qualcun altro che lo produce a livello domestico. Credendo nella sua buona fede, decido di fidarmi. Mi porta fuori dall’Havana, per cui pago anche il taxi oltre che al medicinale. Tornato nella Casa Particolare in cui dormivo inizio a mettere insieme i pezzi: erano tutti d’accordo e mi avevano semplicemente venduto dell’acqua. Sinceramente mi avrebbe fatto meno male, se mi avesse rubato il portafoglio. Il mio consiglio è di andare direttamente alla Labiofam senza tentare vie traverse che potrebbero riservare solo brutte sorprese.
E la seconda truffa?
La seconda mi è successa proprio uscito dalla Labiofarm. Ho incontrato una donna incinta che mi aveva chiesto di comprarle del latte. Mi trovavo in uno stato talmente forte di euforia, che avrei fatto qualsiasi cosa pur di far provare un minimo di felicità ad un’altra persona; e comunque era una donna incinta, non avrei detto di no a prescindere dalla situazione. Inizia a portarmi in diversi negozi che troviamo tutti chiusi, per giungere poi un esercizio dove, le compro diverse razioni di latte pagandole non poco. Successivamente incontro un signore che, schiettamente, mi dice: la truffa del latte è una cosa comune”.
Questa è solo una delle tante storie che si intersecano a Cuba. La speranza è che presto questo preparato possa concludere tutte le quattro fasi di sperimentazione e diventare quindi un farmaco di nome e di fatto. E, soprattutto, che nessuno ci speculi sopra.
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