aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Tutto sulle allergie

Tutto sulle allergie




Cos’è l’allergia?
L’allergia è una reazione immunologica determinata in prevalenza da anticorpi di tipo IgE. Questi anticorpi scatenano la reazione allergica quando si legano a una sostanza antigenica particolare chiamata allergene. Allergeni possono essere i pollini, gli acari della polvere di casa, ma anche alimenti come latte, uovo, pesce.

Quali sono le malattie allergiche e come si manifestano?
Le malattie allergiche possono coinvolgere l’apparato respiratorio se sostenute da allergeni inalanti o manifestarsi con sintomi molto diversi a carico di tutti gli apparati se causate da alimenti. Gli allergeni responsabili delle patologie allergiche respiratorie sono principalmente pollini di graminacee (al nord), parietaria, ulivo (al centro-sud), acari della polvere, epitelio di gatto e cane oppure muffe come Alternaria. La rinite allergica è la malattia respiratoria allergica più frequente. I sintomi principali sono rinorrea, prurito nasale, starnuti e, soprattutto nelle riniti causate da acari, ostruzione persistente. La rinite molto spesso si associa all’asma. L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree associata a iperreattività bronchiale reversibile, ostruzione del flusso aereo con presenza di tosse, sibili e difficoltà respiratoria anche molto grave. L’allergia alimentare è una reazione avversa agli alimenti in cui è possibile dimostrare un meccanismo immunologico; gli allergeni più frequentemente responsabili di tale patologia sono latte, uovo, soia (soprattutto nel primo anno di vita) grano, arachidi, pesce (nelle età successive). Le reazioni allergiche che seguono alla ingestione di un alimento possono essere immediate (pochi minuti), ritardate (dopo 4-6 ore) e tardive (dopo 1-2 giorni); in genere le reazioni immediate sono più gravi e dovute più spesso a meccanismi IgE-mediati, mentre quelle tardive sono meno severe. Gli organi più frequentemente coinvolti sono la cute (orticaria, dermatite atopica), l’apparato respiratorio (asma, rinocongiuntivite) e l’apparato gastrointestinale (vomito, diarrea). La manifestazione più severa dell’allergia alimentare è l’anafilassi, una reazione allergica generalizzata che coinvolge contemporaneamente due o più organi e può mettere a repentaglio la vita del paziente.

Quanto è frequente l’allergia?
Le malattie allergiche negli ultimi anni sono aumentate; almeno un quarto delle persone dei paesi sviluppati presentano tali manifestazioni, tanto che l’allergia è stata definita come l’epidemia del XXI secolo. L’aumento delle malattie allergiche è probabilmente il risultato dell’interazione tra geni e ambiente; una possibile spiegazione è sostenuta dalla cosiddetta “teoria dell’igiene”: la perdita di un contatto continuo con stimolazioni antigeniche, come avviene negli ambienti rurali ha modificato la risposta immunitaria favorendo la produzione di anticorpi di tipo IgE. Anche le modificazioni ambientali, soprattutto l’inquinamento sia “outdoor” (gas di scarico delle auto, fumo, l’ozono atmosferico e polveri sottili), sia “indoor” (aumento dell’umidità, scarsa ventilazione, etc…) determinano irritazione e infiammazione sulle mucose facilitando il compito dell’allergia. Il lavoro più importante che ha studiato la frequenza dell’allergia respiratoria a livello internazionale è lo studio ISAAC (International Study of Asthma and Allergies in Childhood). L’ISAAC ha valutato le frequenze dell’asma e delle allergie in due gruppi di bambini (tra i 6 e i 7 anni e tra i 13 e i 14 anni) in 155 centri di 56 paesi in due tempi differenti (nel 1992 e nel 2003). Nel 2003 si è avuto un aumento generalizzato delle allergie rispetto ai valori precedenti: nel gruppo di età compresa tra 6-7 anni, in media il 5% ha avuto asma e il 9% rinocongiuntivite. Nel gruppo di adolescenti tra 13-14 anni il 7% in media, ha manifestato asma, il 15% rinocongiuntivite. I paesi di lingua anglosassone presentano percentuali molto più elevate di casi rispetto ai valori medi. In Italia, l’asma è presente nel 9% dei bambini e nel 10% degli adolescenti, la rinocongiuntivite rispettivamente nel 12% e 16%. Il nostro Paese si situa in una posizione intermedia tra le nazioni con una frequenza molto elevata come l’Inghilterra e l’Australia e quelli con frequenza bassa come la Grecia e i paesi dell’Est europeo. Le differenze osservate all’interno delle aree italiane sono di modesta entità. Non sembrano esserci differenze rilevanti tra Nord e Centro e tra aree più o meno urbanizzate. Bisogna tuttavia tenere in considerazione che i pazienti presi in esame vivono in aeree che non presentano grandi variazioni nella concentrazione di aeroallergeni e aeroinquinanti.

Le allergie alimentari nella popolazione pediatrica sono quattro volte più frequenti rispetto agli adulti. La raccolta dei dati sulla frequenza di tale patologia è resa difficoltosa dalla mancanza di una definizione universale e accettata da tutti e dalla presenza di un errato concetto di allergia alimentare. Dal confronto di studi che utilizzano come criterio diagnostico l’autodiagnosi e i test allergometrici (skin prick test, valutazione delle IgE specifiche e challenge alimentare) emerge una grande differenza: la frequenza di allergia al latte vaccino varia da 3,5% con l’autodiagnosi a 0,6% con il challenge; per l’uovo i valori variano da 1,3% con l’autodiagnosi a 0,3%. Ne emerge come la percezione di allergia alimentare nei pazienti sia ben diversa e più ampia rispetto alle allergie alimentari effettivamente diagnosticate. Negli USA è stato stimato che, nel 2007, il 3,9% circa dei bambini aveva un’allergia alimentare, pari a circa il 18% in più rispetto a dieci anni prima; reazioni allergiche ad alimenti sono responsabili ogni anno di circa 125.000 visite in Pronto Soccorso di 53.700 episodi di anafilassi e giustificano annualmente 2.000 ospedalizzazioni. I casi fatali occorrono principalmente con arachidi e noci e si verificano soprattutto negli adolescenti e nei giovani adulti con asma. Le allergie alimentari tendono a risolversi con la crescita del paziente. L’allergia al latte vaccino si risolve nella metà dei casi a 1 anno, nei due terzi a 2 anni, nei tre quarti a 5 anni. Per la situazione pediatrica italiana possiamo avere solo dati parziali; in particolare si può segnalare uno studio milticentrico italiano sulla anafilassi condotto dal gruppo di Roma in cui si osserva che gli alimenti che causano più spesso anafilassi in pediatria sono latte e uovo.

Come si fa la diagnosi?
Per fare diagnosi di allergia occorre dimostrare una relazione clinica tra sintomatologia clinica e positività ai test allergometrici. I test possono essere eseguiti direttamente sul paziente (skin prick test, challenge alimentare) oppure su sangue con la ricerca delle IgE specifiche. Per la diagnosi di allergia respiratoria basta effettuare il solo skin prick test. Quando non è possibile effettuare i test cutanei (somministrazione di antistaminici, dermografismo notevole e gravità delle lesioni cutanee) vengono determinate le IgE specifiche su sangue. Mentre la relazione tra un test allergometrico positivo e sintomi respiratori da inalanti è abbastanza facile da dimostrare, più complessa è la condizione quando si sospetta un’allergia alimentare; in questo caso il challenge alimentare o test di provocazione orale è la prova diagnostica necessaria. Altri test invece non hanno alcun valore diagnostico.

Giampaolo Ricci


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