aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Temporary shop

Temporary shop

Che ci sia crisi non è un mistero. Sappiamo benissimo e lo vediamo con i nostri occhi. Talvolta è proprio il negozietto sotto casa a chiudere, stretto nella morsa di una congiuntura economica difficile. Da un po’ di tempo a questa parte, però, possiamo notare che al posto del caro vecchio negozietto s’è installato, in quattro e quattr’otto, un temporary shop.  Un tipo di negozio che viene aperto per un periodo di tempo limitato e offre prodotti specifici che attirano una clientela esigente e sofisticata. Negli USA, ormai, l’apertura di questi negozi è una tendenza collaudata e di successo. Molti di questi pop-up store, come li chiamano oltreoceano, aprono per poche settimane in periodi ben precisi come Halloween, la Festa del Ringraziamento e Natale.
La forza dei temporary shop è la convenienza. Infatti, rispetto agli outlet tradizionali i temporary shop applicano degli sconti sulla merce del 50%-70%, con il vantaggio che gli articoli in vendita sono freschi di lancio sul mercato. Nessun difetto di fabbricazione da svendere o prodotti vicini alla scadenza, tutto è nuovo e a prezzo scontato. Unico neo? La difficoltà di localizzazione di questi negozi, se è vero che spuntano come funghi è altrettanto vero che vengono chiusi abbastanza velocemente. Del resto, il loro ciclo vitale è di breve per definizione, da un massimo di 90 a un minimo di 15 giorni, anche se sempre più spesso si fanno delle campagne pubblicitarie prima dell’apertura. E i guadagni ci sono. I temporary shop sono la dimostrazione dell’adattamento alla massima fluidità del clima economico e sociale in cui viviamo.
La moderna necessità di adattamento però, non può cedere il passo ai diritti dei consumatori in fatto di acquisto della merce. Secondo Adiconsum, se si dovesse incappare in un prodotto difettato o si volesse esercitare il proprio diritto di recesso lo si può fare nella massima tranquillità, come in qualsiasi altro negozio fisso. Basta informarsi sul titolare dell’attività di vendita (il marchio o il dettagliante) verificando lo scontrino d’acquisto e rivolgendosi alla Camera di Commercio, nel caso in cui il temporary shop avesse già traslocato.
Le città italiane dove è più facile imbattersi in un temporary shop sono Milano e Roma, per quanto, anche Napoli e diverse città del Sud stanno ospitando i nuovi negozi a tempo. Qualche grande nome? Alixir, Barilla, Fiat, Nivea e Levi’s. La tendenza si sta diffondendo anche nelle piccole realtà di franchising locale. Una vera e propria moda il temporary shop, un viral commerce vicino al mercato e ai consumatori.


                                                                                                                    

 

Sara Cennamo


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