aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Ricchi ma pochi

Ricchi ma pochi

Roma, 12 luglio 2010 - L’Italia si sta trasformando in un paese di poveri in giacca e cravatta. Lavoratori spesso anche a tempo indeterminato che vedono progressivamente crollare le loro possibilità di spesa e consumo. Secondo i dati diffusi in questi giorni dall’OCSE (Organisation for Economic Co-operation and Development), nel 2008 l’Italia è uno dei paesi con i salari più bassi. Tra i 30 paesi membri dell’Organizzazione esaminati siamo solo al 23esimo posto, con uno stipendio medio di circa 16.000 euro l’anno. Peggio di noi soltanto Portogallo, Repubblica Ceca, Turchia, Polonia, Slovenia, Ungheria e Messico.
In pratica guadagniamo il 17% in meno della media dei 30 paesi Ocse e siamo dietro perfino a nazioni come Grecia, Spagna e Islanda. Ma al netto delle tasse, agli italiani resta in tasca un salario che è il 44% meno di quello di un inglese, il 32% di un irlandese, il 28% meno di un tedesco, il 18% meno di un francese.
A questa pessima performance dei nostri salari corrisponde la sempre maggiore disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza nel nostro Paese. Per la Banca d’Italia, che ha esaminato e diffuso i dati, si registra un generale abbattimento della ricchezza netta complessiva, ma lo stesso grado di concentrazione. Nel 2008, nonostante una flessione dell’1,9% della ricchezza reale complessiva, l’indice di concentrazione della ricchezza (così come l’indice di concentrazione del reddito disponibile) è rimasto stabile al livello del 2007.
Solo 2.380.000 famiglie italiane (il 10% del totale) posseggono il 44,5% della ricchezza netta complessiva nazionale, che ammonta a 3 mila 686 miliardi di euro, mediamente 1.547.750 euro per ogni famiglia. Di contro il 50% delle famiglie italiane, sempre secondo la Banca d’Italia, detiene appena il 9,8% della ricchezza netta complessiva, sono 11.908.000 famiglie e posseggono mediamente 68.171 euro. 
L’elevata concentrazione della ricchezza e del reddito porta l’Italia a essere il sesto paese più diseguale nella classifica dell’OCSE.
Una disparità frutto di una tendenza che caratterizza il nostro Paese da quindici anni. Un processo di divaricazione che spinge la classe media verso il basso, i super-ricchi verso l’alto e affonda i più poveri.
Gli effetti di questa crescente concentrazione della ricchezza non sono solo quelli economici e di riduzione dei consumi, ma pesano anche sulla mobilità sociale, condizionano le carriere e costituiscono un elemento essenziale della nostra gerontocrazia.
Una società diseguale è una società immobile, che non si sviluppa e non cresce.

Mauro Pompili


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