aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Più ricchi o più poveri?

Più ricchi o più poveri?

Il 45% della ricchezza complessiva delle famiglie italiane alla fine del 2008 è in mano al 10% delle stesse. Questo dato è contenuto nel rapporto su "La Ricchezza delle famiglie italiane" redatto dalla Banca d’Italia. Circa la metà delle famiglie italiane a basso reddito detiene solo il 10% della ricchezza complessiva. Sempre secondo la Banca d’Italia, nel primo semestre del 2010, la ricchezza netta delle famiglie è diminuita dello 0,3 per cento in termini nominali (cioè calcolati secondo un valore monetario), tornando ai livelli del 2005. Il calo è dovuto "a una diminuzione delle attività finanziarie (investimenti in attività che generano una rendita come bot, azioni, fondi d’investimento in generale) ed a un aumento delle passività (i salari bassi uniti all’inflazione hanno generato un indebitamento). L’aumento delle passività ha più che compensato la crescita delle attività reali".

Lo stesso articolo fa un confronto sullo stato internazionale delle famiglie italiane da cui risulta che le stesse sono poco indebitate in valore assoluto se si confronta l’ammontare dei debiti che era stato nel 2008, pari al 78% del reddito disponibile lordo mentre in Germania ed in Francia, utilizzando lo stesso rapporto, esso risultava pari a circa al 100%; negli Stati Uniti e in Giappone al 130%. Il 41% dei debiti delle famiglie italiane è rappresentato dai mutui per l’acquisto della casa ed il restante per finanziamenti a vario titolo. I numeri confermano anche che la povertà è in lenta e graduale crescita e che tra il 2007 e il 2008 la ricchezza è calata del 3,5% a prezzi correnti e del 6,5% a prezzi costanti.

Dal raffronto internazionale l’articolo indica che comunque, le famiglie italiane sono in media tra le più ricche al mondo. A fine 2008, la ricchezza netta delle famiglie era pari a 7,8 volte il reddito disponibile lordo, in linea con quello della Francia (7,5) e del Regno Unito (7,7), lievemente superiore a quello del Giappone (7), e significativamente superiore a quello del Canada (5,4) e degli Stati Uniti (4,8). Ma il vero problema che questi dati secondo me non tengono ancora conto degli effetti della crisi economico finanziaria, iniziata appunto nel 2008 e non tutti i paesi hanno avuto le stesse conseguenze e non tutte le azioni intraprese dai vari governi hanno avuto le stesse ripercussioni.


Un aspetto importante è quello che la ricchezza è concentrata in poche mani ("Molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza mentre all’opposto poche dispongono di una ricchezza elevata", dice il rapporto)


Altri dati rilevanti: nel 2009, ad esempio, anno di crisi nera, la ricchezza delle famiglie risulta cresciuta di circa l’1,1% grazie ai risultati positivi delle attività finanziarie (+2,4%). In termini reali, l’aumento della ricchezza complessiva rispetto alla fine del 2008 è stato del 1,3% pari a circa 100 miliardi di euro nel 2009). La ricchezza lorda in numeri assoluti è stimabile in circa 9.448 miliardi, quella netta a 8.600 miliardi, che corrispondono a circa 350 mila euro in media per famiglia. Le attività reali detenute alla fine del 2008 dalle famiglie italiane erano pari a 5,4 volte il reddito disponibile, un valore di poco inferiore a quello della Francia (5,7), in linea con quello del Regno Unito (5,2), ma superiore a quello di Usa (2,2), Canada (3,3) e Giappone (3,4). Per l’Italia le attività reali sono rappresentate in massima parte dagli investimenti in campo immobiliare che è anche un aspetto che in qualche modo ci differenzia dai paesi del Nord Europa e dall’America in quanto riflette tra l’altro una struttura del sistema produttivo che vede la preponderanza delle microimprese familiari, per le quali gli immobili sono anche capitale d’impresa. Per quanto riguarda invece gli investimenti finanziari questi sono decisamente minori, in rapporto agli altri paesi oserei dire quasi inversamente proporzionali…


La ricchezza netta mondiale delle famiglie ammonterebbe a circa 160.000 miliardi di euro e la quota "italiana" sarebbe di circa il 5,7%. L’Italia si colloca nelle prime dieci posizioni tra gli oltre 200 paesi considerati nello studio, in termini di ricchezza netta pro-capite. Il 60% delle famiglie italiane ha una ricchezza netta superiore a quella del 90% delle famiglie di tutto il mondo; la totalità delle famiglie italiane, invece, ha una ricchezza netta superiore a quella del 60% delle famiglie dell’intero pianeta.

Secondo queste stime dovremmo essere tutti più ottimisti sul nostro futuro, ma parliamo sempre di dati e statistiche e se queste sono come quelle del pollo di Totò, credo che bisognerebbe approfondire di più il discorso, da quello che comunque si evince, la forbice, il differenziale cioè tra ricchi e poveri si sta inevitabilmente dilatando, tutto a favore dei primi!

Antonio Buongiorno


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