aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Più prestiti meno risparmi

Più prestiti meno risparmi

Non è una pubblicità negativa ma l’ultimo allarme, lanciato dalla Banca d’Italia, sullo stato delle nostre tasche. Come ebbi modo già di scrivere sull’argomento qualche tempo fa con il titolo “Cala il reddito della famiglie”, quasi il 65% del reddito disponibile delle famiglie italiane è destinato a coprire i debiti contratti, per tutte le possibili forme di finanziamento: dai mutui ai prestiti personali.

L’analisi della nostra Banca centrale rileva che a gennaio le famiglie italiane si trovano con più debiti sul collo che soldi depositati sui propri conti. A gennaio appunto sono aumentati del 5%, su base annua, i prestiti richiesti dalle famiglie, mentre sono calati dell'1,7%, sempre su base annua, i depositi dell'intero settore privato, che include anche i nuclei famigliari. Si inverte così il trend, che vedeva le famiglie italiane tra le più parsimoniose ed attente nella spesa, avendo privilegiato l’aspetto storico del risparmio. E’ ovvio che la recente crisi economica del 2008, a mio parere come l’influenza, sta mostrando solo oggi i suoi effetti. Un non adeguato aumento dei salari, l’aumento dell’inflazione dovuto sia ad interventi speculativi, la recente crisi del bacino del mediterraneo hanno fatto il resto. Inoltre altro aspetto da non sottovalutare è che tutte queste operazioni di richiesta di un maggior volume di liquidità, hanno dei costi di attivazione, che specialmente per i mutui  ed i prestiti, sono aumentati nel mese di gennaio. Dalla stessa fonte si apprende che al contrario, gli interessi riconosciuti sui conti correnti hanno registrato una lieve limatura dallo 0,36% allo 0,35%. I prestiti di oltre un milione di euro per le società non finanziarie hanno segnato una riduzione (dal 2,56 al 2,36%). Per le famiglie, invece, i tassi sul credito al consumo sono saliti di quasi mezzo punto all'8,78% dall'8,33% di dicembre, e per i mutui dal 3,18% di fine 2010 al 3,36% di inizio 2011. Per i mutui è il livello più alto almeno dal dicembre 2009.
Siamo in attesa che il nostro governo si svegli ed inizi ad occuparsi proprio delle famiglie, perché questo è il nucleo storicamente più importante della struttura sociale che costituisce il nostro paese e se le famiglie non possono più sopportare una tale situazione il rischio è per l’intero sistema paese.

Antonio Buongiorno


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