Perchè io resto
Pubblichiamo un contributo del nostro referente per la scuola e la società vista e analizzata dagli studenti.
Come si legge dalle statistiche pubblicate in questi giorni c’è chi preferisce scappare da questa povera Italia e chi, invece, si ostina a rimanere qui perché in fondo non tutti vogliono che questo paese vada allo scatafascio. Come fare per risollevare le sorti di uno stato che sotto gli occhi di alcuni sta sprofondando in un burrone in maniera inarrestabile?Prima di tutto una considerazione su questi temerari che sono pronti a sfidare la sorte. Chi sono costoro? In realtà appartengono a più categorie: è per lo più gente comune che non si aspetta niente in cambio, sono impiegati della pubblica amministrazione che lavorano alacremente e con molta professionalità, sono manager che avrebbero dei rimorsi se facessero degli affari poco leciti con una cricca, sono magistrati che quotidianamente lottano contro la criminalità organizzata e non; insomma la gente di tutti i giorni che si incontra per strada, sugli autobus in metro e che però ha rispetto per il prossimo,dimostrando di avere ancora un po’ di civiltà e di educazione lasciando intravedere un barlume di speranza per le generazioni future. Vorrei spendere una parola per una categoria citata poco fa che per me assume un ruolo importante per il nostro paese e che troppe volte viene attaccata ingiustamente: i magistrati,ai quali si aggiungono le forze dell’ordine. Una parola anche a quegli amministratori locali che non si piegano ai ricatti delle cosche o agli interessi di privati, privi di scrupoli, e che però sono vittime, predestinate del sistema,un sistema malato che difficilmente guarirà se non lo si cura tutti insieme con ogni mezzo. Mi sto riferendo al sindaco di Pollica Vassallo che, ucciso dalla camorra, ha fatto nascere l’ardore nei suoi compaesani i quali hanno manifestato in favore di una politica più pulita e attenta ai problemi delle piccole, ma numerose, realtà locali che anche noi giovani tendiamo a non considerare,preferendo una città in cui c’è più vita e magari anche qualche svago in più,cosa che non potrebbe mancare mai(siamo pur sempre ragazzi). E come non citare i famigerati ricercatori, purtroppo precari,che fanno attività di ricerca da noi,forse a discapito,di un posto fisso presso un’ importante azienda straniera, ma che contribuiscono ad onorare il nome dell’Italia? Bisogna anche ricordare infine che ci sono uomini e donne che indefessamente continuano a fare esperimenti nonostante la loro età: basta pensare alla Montalcini che compiuti cento anni ha la stessa passione di una volta perché è proprio vero che la passione non muore mai anzi sembra aumentare con l’avanzare dell’età. Queste categorie di persone descritte poco fa contribuiscono in modo importante alla ripresa economica,seppur lenta ,del nostro paese. E’ a loro che dobbiamo rivolgere i nostri ringraziamenti se l’Italia è ancora un paese tutto sommato civile e in cui nonostante tutto si riesce ad andare avanti. In questo marasma ci siamo noi giovani che traiamo le conseguenze delle azioni dei “fuggitivi” o di chi rimane e ci poniamo sempre il solito, ma quanto mai attuale, quesito circa il nostro futuro: restare o partire? Secondo me ognuno troverà la risposta in base alle sue attitudini e soprattutto in base ai suoi ideali e valori in cui crede. Ricordiamoci che siamo un popolo che all’inizio del secolo scorso è emigrato in cerca di fortuna: chiediamo a chi un’esperienza simile l’ha vissuta, domandiamo loro consigli su come fare ed eventualmente su come ritornare, mettendo a frutto l’esperienza maturata all’estero. L’unica cosa che mi auguro è che non ci si dimentichi mai delle nostre radici che belle o brutte che siano hanno un loro marchio indistinguibile. Siamo o non siamo noi gli italiani, famigerati in tutto il mondo per la buona cucina, il sole, la pizza e purtroppo la mafia? Qualunque cosa faremo cerchiamo di essere orgogliosi di questo paese che seppur con qualche anomalia che lo caratterizza è il più bel paese del mondo. Ciao parto… anzi no resto!
Matteo Cortese-
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