Pellicce low cost
Non è raro trovare nei nostri mercati prodotti in pelle Made in China a prezzi stracciati, come è possibile che una giacca in vera pelle possa costare solo 30 euro ? è presto detto, si tratta di pelle di cane o gatto, naturalmente l’origine non si conosce e sull’etichetta potremmo leggere le più svariate provenienze : Mountain Cat, Goyangi, Gubi e molti altri nomi di fantasia. Dietro a questi nomi falsi si nascondono le barbarie sui migliri amici dell’uomo.
Nel mondo almeno due milioni di esemplari uccisi per rifinire i capi d’abbigliamento «Le pelli di cani e gatti arrivano dalla Corea, dalla Cina e dai paesi asiatici - spiegano alla Lav - dove non è proibito, come in Italia, allevare questi animali per destinarli all’alimentazione e utilizzarli per la pellicceria. Queste pelli poi vengono importate in Europa e vendute all’asta». Chi le acquista le utilizza poi per rifinire giacconi e impermeabili. Un traffico puntualmente documentato, con foto e video, dalla "Humane society of the United States".
Ma questo specifico settore della moda ha un segreto inconfessabile: ai consumatori vengono venduti capi d'abbigliamento fabbricati con pelli di cani e gatti. Anche in Ticino.
In Svizzera tutto ciò non è illegale: la legge federale sulla protezione degli animali non proibisce questo commercio.
Le pellicce degli amici a quattro zampe vanno forte in Russia, ma non nell'Europa occidentale.
L'industria della moda si è allora adeguata. E ha deciso di utilizzare questo pellame a basso costo per foderare giacconi e guanti, rivestire cappucci, risvolti di maniche e colli, imbottire piumini e persino fabbricare peluche per bambini. Ma senza dichiarare esplicitamente la provenienza.
L'importazione in Europa avviene senza restrizioni poiché nessuna legge impone limitazioni in questo senso. Le maggiori aziende produttrici e di intermediazione si trovano in Italia e Germania.
Un pastore tedesco viene pagato circa 9 dollari, un gatto 3, ma molto dipende dalla razza: pregiata nel caso dei gatti rossi, a buon mercato per quelli soriani.
Per una pelliccia di cane sono necessari almeno 9 esemplari delle dimensioni di un pastore tedesco. Per una di gatto una trentina di animali.
Molti gatti vengono ritrovati senza testa perché proprio questa parte dell'animale serve per fabbricare coperte, molto richieste in alcuni paesi.
«Si tratta di un commercio florido» afferma Lucia Castellini, responsabile dell'Ufficio stampa dell'associazione italiana Lega antivivisezione (Lav),
Attenzione pertanto se trovate sull’etichetta queste diciture :
- Pelo di cane: Gae Wolf, Sobaki, Asian jackal, Gou-pee, Kou pi, Gubi, China Wolf, Asian Wolf, Pommern wolf, Loup d'Asie, Asiatic dog, Corsac fox, Dogues du Chine.
- Pelo di gatto: Katzenfelle, Wild Cat, Housecat, Mountain Cat, Goyangi.
Alcuni investigatori ritengono inoltre di sospetta provenienza (cane e gatto) la pelle con i seguenti nomi inglesi: Special skin, Lamb skin, Mountain goat skin, Sakhon Nakhon Lamb skin.
In Italia è illegale importare pellicce e pelli di cani e gatto, ma molte rifiniture, accessori, inserti sulle borse e molto altro è di dubbia provenienza e non controllabile. Risulta tuttavia impossibile identificare l'esatta composizione e provenienza delle pelli, poiché in gran parte vengono raggruppate insieme e indicate come "Nesoi" (Not elsewhere specified or otherwise indicated, ossia "non specificato o indicato da alcuna parte").
Cani e gatti vengono quasi sempre scuoiati vivi, allevati in piccole aziende o persino in famiglia. Sono costretti a vivere al freddo, in modo che il pelo diventi più fitto. Vengono squartati in primavera di solito ancora vivi, appena storditi da alcune bastonate ma ancora coscienti.
Ora in Italia esiste un reato previsto dalla norma che modifica il Codice Penale: prevede che la vendita di pelli di cani e gatti abbia rilevanza penale. La legge dà uno strumento per denunciare l'uso illegale di pelliccia di cane o gatto. In caso di dubbio si potrebbero perfino chiamare i Carabinieri (del NOE, Carabinieri Nucleo Ecologico). Prima o poi ci saranno indagini presso importatori e sartorie.
Informazioni per chi vuole documentarsi sui seguenti link :
http://www.lifegate.it/it/eco/profit/impatto_zero/news/pellicce_cinesi_io_non_lo_sapevo1.html
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