aggiornato il 23/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Omicidio stradale

Omicidio stradale

 

Gli ultimi dati Istat sugli incidenti stradali  si riferiscono al 2009 e parlano chiaro: ogni giorno in Italia se ne registrano all’incirca 548 causando in media la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849.
Molto spesso gli incidenti sono causati da automobilisti che guidano sotto l’effetto di droga o alcool, incoscienti del pericolo che corrono e che fanno correre a chi si imbatte sulla loro strada. Uccidono persone, a volte anche se stessi, ma molto spesso riescono a "scamparla" con pochi anni di carcere o magari senza neanche quelli. Finora questo tipo di delitti è stato definito “omicidio colposo. Ma negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede l’idea di introdurre nel Codice penale un reato più specifico: quello di omicidio stradale.
A Firenze l’associazione Lorenzo Guarnieri - dedicata al giovane ucciso a Firenze da uno scooter guidato da un uomo risultato positivo ad alcool e droga -  presentando un piano in cinque punti per la sicurezza stradale ha avanzato la proposta di legge popolare per definire proprio questo genere di reato
L’idea è stata appoggiata dal sindaco di  Firenze Matteo Renzi che ha dichiarato “Vogliamo cambiare le leggi con il reato di omicidio stradale. Il Paese spende circa 23 miliardi di euro per gli incidenti stradali. Proviamo a spenderli meglio”.
II presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, Mario Valducci, ha subito  accolto la proposta e ha  comunicato che presto sarà presentato un provvedimento per introdurre nel Codice Penale l’introduzione del reato di omicidio stradale. "E’ l’unica ipotesi percorribile - ha detto Valducci - per uscire dall’attuale previsione del Codice penale. (…) Io ritengo che nel momento in cui una persona ubriaca si mette al volante, conosce l’alto rischio a cui va incontro". 
A conferma dell’aria che tira sull’argomento,  pochi giorni fa la corte di Cassazione di Roma aveva contestato il reato di omicidio volontario ad un pirata delle strada.
Alle parole del presidente Valducci hanno poi fatto eco quelle di Giuseppa Cassaniti, presidente dell’Associazione italiana familiari vittime della strada: "Occorre chiamare finalmente con il nome esatto l’omicidio commesso sulla strada da chi guida ubriaco o drogato".
Dello stesso parere è anche il presidente della Fondazione Ania per la sicurezza stradale, Sandro Salvati: “E’ necessario fornire ai giudici uno strumento che renda certa la pena nei confronti di chi commette quelli che, in taluni casi, sono dei veri e propri omicidi”. Salvati ha ribadito che “certe condotte di guida causano alcuni tra i più gravi delitti che avvengono oggi. Penso, ad esempio, a chi causa incidenti stradali dopo essersi messo al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o con un tasso alcolemico nel sangue ben oltre la soglia consentita dalla legge. E’ giusto che, in taluni casi, si configuri l’ipotesi di dolo eventuale, per la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti stradali".
Allo stato attuale chi provoca un incidente stradale rischia da 6 mesi a 5 anni di reclusione. La proposta di legge vorrebbe inasprire le pene e creare quindi un deterrente.
Il nuovo reato potrebbe essere una speranza per i familiari delle tante vittime della strada rimaste ancora senza giustizia.

 


Elena Zucco

Associazione Lorenzo Guarnieri:
www.lorenzoguarnieri.com


Fondazione Ania:
www.fondazioneania.it


Associazione italiana familiari e vittime della strada:
www.vittimestrada.org


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