Nuovo anno vecchi saldi
Anche quest’anno, nonostante l’appello di Confcommercio che ha proposto con forza di fare scattare i saldi invernali in tutta Italia il 6 gennaio e l’idea del Codacons di anticiparli addirittura al 15 dicembre, perché il 6 gennaio sarebbe già una data troppo avanzata dopo le spese delle festività natalizie, le partenze dei saldi saranno scaglionate nelle varie regioni italiane. Questo perché ogni regione adotta il suo calendario, visto che l’inizio e la fine dei saldi è disciplinato da una legge che viene rinnovata di anno in anno. Ad oggi, non tutte le regioni hanno già deciso.
In Lombardia la data di inizio è stata posticipare al 6 gennaio mentre, in base all`attuale legge regionale, sarebbe caduta invece il primo gennaio, Capodanno, giorno di chiusura obbligatoria per tutti gli esercizi commerciali. Gli sconti nei negozi scatteranno il 6 gennaio anche in Veneto, in Liguria, in Emilia Romagna, in Abruzzo, in Umbria, in Friuli Venezia Giulia, in Molise, nelle Marche. In Alto Adige inizieranno l’8 gennaio, in Valle D’Aosta il 10. Anticipati, invece, al 3 gennaio i saldi in Piemonte, e ancora di più, al 2 gennaio, in Sicilia, Calabria e Campania. Ancora in via di definizione i calendari di Basilicata, Puglia, Sardegna, Trentino Alto Adige. Record per il posticipo nel Lazio e a Roma, dove i saldi invernali di fine stagione partiranno il 15 gennaio, molto in ritardo rispetto allo scorso anno, quando partirono il 2 gennaio.
Proviamo a offrirvi alcuni consigli e indicazioni utili per affrontare preparati la battaglia dei saldi.
Prima di un acquisto è consigliabile confrontare sempre le offerte di più punti vendita. Una lista della spesa ragionata vi può aiutare a evitare acquisti superflui. Quella che già in precedenza era definita "offerta speciale", a fine stagione dovrà essere ulteriormente scontata. Perciò è preferibile fare acquisti dove i prezzi originali risultano esposti e che avete anche avuto modo di verificare in precedenza. Attenzione alla distinzione, prevista dalla legge, tra "merce in saldo" e "merce ordinaria".
Qualora l’esercizio offra il pagamento con carta di credito o bancomat e non escluda in maniera chiara e visibile tale possibilità per la merce in saldo, lo stesso non potrà rifiutare tale tipo di pagamento.
I prezzi pubblicizzati devono essere praticati nei confronti di tutti gli acquirenti senza distinzione alcuna, senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di vendite, fino a esaurimento delle scorte.
Dell’esaurimento delle scorte il pubblico deve essere chiaramente informato con avviso posto all’esterno del negozio.
Può capitare che nella ressa e confusione, i cartellini dei prezzi delle merci esposte finiscano per essere scambiati tra di loro. Per questo si raccomanda sempre di controllare l’etichetta prima di pagare.
Nel caso di capi di abbigliamento particolarmente convenienti capita che manchino le dichiarazioni previste per legge, come ad esempio le informazioni relative alla composizione del tessuto e le indicazioni relative alla corretta cura del capo. Spesso questo è legato al fatto che i capi più scontati o più convenienti sono prodotti appositamente per le svendite di fine stagione. L’acquisto di questi articoli deve essere oggetto di particolare attenzione.
Anche per le svendite di fine stagione vale il consiglio di conservare accuratamente lo scontrino o la fattura, che potranno tornare utili nel caso di eventuali reclami nei confronti del commerciante o nel caso della denuncia di un danno. I commercianti non sono tenuti in genere a ritirare i prodotti che non risultino difettosi; questo sia durante il periodo delle svendite che durante la stagione normale. Se lo fanno è solo per cortesia.
La sostituzione di merce acquistata in svendita, che non presenta difetti, è per lo più esclusa espressamente dal venditore. Per chi desidera comunque usufruire dell’eventuale sostituzione della merce acquistata, sarebbe opportuno farselo indicare espressamente dal commerciante sullo scontrino o sulla fattura.
I prezzi ridotti non riducono i diritti dei clienti. Anche nel caso di prezzi superscontati, il cliente ha sempre diritto di ricevere merce priva di difetti. Qualora venga posto in vendita un articolo a prezzo scontato, perché magari è un po’ sporco o presenta ombreggiature di colore, tali imperfezioni devono essere indicate assolutamente o fatte presenti al compratore.
Il cliente può presentare reclamo anche in un momento successivo all’acquisto per qualsiasi vizio o imperfezione che non siano stati segnalati espressamente dal negozio. Il periodo entro il quale si può far valere la garanzia per eventuali difetti del prodotto è di due anni a partire dalla data dell’acquisto; il difetto va denunciato entro 60 giorni dalla sua scoperta. Nei primi 6 mesi l’onere di provare che il difetto non era presente al momento della vendita, è a carico del venditore. Una volta denunciato il difetto, il consumatore ha tre possibilità: tenersi l’articolo difettoso, chiedendo una riduzione di prezzo, accettare una sostituzione con un capo privo di imperfezioni, insistere per avere la restituzione del prezzo pagato. Il consumatore non è obbligato ad accettare in nessun caso un buono.
Mauro Pompili
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