Mutuo: contratto a vita!
Roma, 4 novembre 2011 - Per una famiglia o per un single l’acquisto di una casa o di una struttura per uso lavorativo è sempre più vincolato al sostegno di un mutuo. Mutuo a tasso fisso o variabile, mutuo immobiliare per scopo abitativo o per scopo non abitativo, rate, ammortamento. Terminologia sempre più d’uso comune per famiglie, commercianti o professionisti che ricorrono ad aiuti economici per realizzare il sogno di una casa o di un’attività commerciale. Cerchiamo di fare chiarezza in modo semplice e chiaro.
Cos’è il mutuo
Il mutuo è il contratto di prestito a titolo oneroso tra una parte, detta mutuante, che consegna all’altra, la mutuataria, una somma di denaro che questa s’impegna a restituire dietro corrispettivo di interessi.
Mutuo immobiliare a scopo abitativo e mutuo immobiliare a scopo non abitativo
Il mutuo immobiliare a scopo abitativo viene erogato ad un privato per l’acquisto di un bene immobile, generalmente una casa, ma può essere anche un box per la macchina o una cantina da usare come deposito. L’importo massimo finanziabile è l’80 % del valore di mercato del bene immobile che si acquista. Il mutuo immobiliare a scopo non abitativo, invece, è quello che viene erogato a un commerciante o a un libero professionista per l’acquisto di uffici o di strutture commerciali. L’importo massimo finanziabile è il 50% del valore di mercato dell’ufficio o della struttura commerciale che si acquista, salvo eccezioni che innalzano la finanziabilità fino al 75%, qualora l’acquirente sia in grado di fornire altri tipi di garanzia più forti alla banca.
Ipoteca e fidejussione: le garanzie per la banca
La banca non solo vende danaro al prezzo del tasso di interesse, ma ha a disposizione alcuni strumenti giuridici, quali l’ipoteca e la fidejussione, che le garantiscono la restituzione del prestito. Perciò si parla di ipoteca quando la banca, in caso di mancata restituzione del prestito, si avvale sullo stesso immobile per il quale ha erogato il mutuo o su altro bene di proprietà del mutuatario. In alternativa si fa ricorso alla fidejussione quando interviene una terza persona che garantisce la restituzione del prestito alla banca, qualora il mutuatario dovesse avere difficoltà economiche. E’ prima della stipula del contratto di mutuo che si stabilisce quale garanzia fornire alla banca.
Quanto può durare un mutuo
Per i mutui a scopo abitativo la rateizzazione può durare fino a 30 anni, con possibilità di proroga qualora la banca ritenga che le garanzie siano sufficienti a una maggiore dilazione di tempo. Per i mutui a scopo non abitativo la rateizzazione non può superare i 20 anni.
Chi può ottenere un mutuo
Un mutuo può essere richiesto ed ottenuto da qualunque maggiorenne che dimostri di avere le capacità economiche per estinguerlo e che il bene da acquistare esiste.
Chi stipula l’atto del mutuo
Il contratto di mutuo si stipula davanti ad un notaio, per legge competente ad iscrivere l’ipoteca in capo al mutuatario; può essere il notaio della banca, ma nulla esclude che il mutuatario possa servirsi del suo notaio di fiducia. Perciò conviene accertarsi preventivamente se il ricorso al notaio della banca ha dei costi aggiuntivi. Dopo la stipula, il contratto di mutuo viene gestito dalla banca fino alla sua estinzione. Estinto il mutuo è buona cosa accertarsi, presso la banca e presso il notaio, che l’iscrizione dell’ipoteca sia stata davvero cancellata, per non avere imbarazzanti sorprese in caso di stipula di altre forme di finanziamento.
Quali documenti presentare in banca
I documenti da presentare in banca non sono moltissimi: è più lunga la fase istruttoria che autorizza il mutuo, piuttosto che la consegna dei documenti da parte di chi ha bisogno di un mutuo. Perciò certificato di nascita, certificato di stato civile, copia dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile, copia del compromesso, planimetria dell’immobile che si intende acquistare con indicazione della proprietà e copia del certificato di abitabilità sono i documenti base richiesti dalla banca. Oltre a queste certificazioni generiche, gli altri documenti occorrenti sono diversi a seconda di chi richiede il mutuo. Se si tratta di lavoratori autonomi o liberi professionisti sono necessari la copia del copie del modello UNICO, l’estratto della Camera di Commercio, Industria e Artigianato ovvero l’attestato di iscrizione all’Albo professionale di appartenenza che dimostri che il richiedente mutuo sia davvero un lavoratore autonomo o un professionista. Se si tratta di lavoratori dipendenti occorre produrre una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’anzianità di servizio del dipendente, l’originale dell’ultimo cedolino dello stipendio e la copia del modello CUD.
Chiedere un secondo mutuo se non si è ancora estinto il primo
In linea di massima l’erogazione di un mutuo integrativo è possibile, ma dipende sempre dalla discrezionalità della banca il cui obiettivo primario è quello di vedersi restituito il prestito. Laddove possibile l’erogazione di un mutuo integrativo viene calcolato sulla differenza tra il valore ipotecabile dell’immobile e quello dell’ipoteca già iscritta.
Vendita di un immobile su cui grava un mutuo
Il mutuatario è libero di vendere un immobile su cui insiste un mutuo. In tal caso l’acquirente subentra al mutuatario nel pagamento delle rate rimanenti fino alla completa estinzione del mutuo. Dinanzi al notaio, al momento del rogito, la parte residuale del mutuo viene sottratta dal prezzo di vendita dell’immobile.
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