Meno male che c'è la famiglia
Diciamo che la situazione atmosferica di queste giornate, rende ancora più cupo lo scenario di questo martoriato paese, mentre prendo spunto da un articolo di Repubblica in prima pagina, che parla della famiglia italiana come tassello fondamentale della nostra società in questo momento economicamente avverso. La famiglia come sempre rifugio contro tutto e contro tutti è una tipicità Italiana, un nostro D.O.C da esportare ovunque, ma mai come in questo momento è dimenticata dalle istituzioni sia come agenda di governo che di reali interventi per sostenerla. La famiglia resta in questo paese l’unico sostegno per più del 26% dei giovani disoccupati (dato Eurostat; 6 punti in più rispetto alla media europea ) con punte che nel mezzogiorno arrivano ad 1 giovane su 3 senza occupazione. Viene da dire che chi non può appoggiarsi ad essa si trova in gravi difficoltà, sarà che la nostra è una società industriale da pochi lustri che per molto tempo ha avuto le sue radici in società prettamente contadina dove figli e nipoti alloggiavano nello stesso casolare a volte insieme al bestiame ed erano l’unica forza lavoro esistente. Pertanto era una grande famiglia unità a differenza di quello che accadeva nel resto dell’Europa dove la società cosi detta industriale divideva interi nuclei famigliari che lavoravano nelle fabbriche anche molto distanti gli uni dagli altri. Oggi realisticamente le prospettive di lavoro per tutti i giovani in Europa sono molto simili e pertanto desolanti, ma mentre in Francia che per certi aspetti è molto simile a noi, qualsiasi azione di governo che sia contraria con il pensiero progressista della gente viene osteggiata con azioni degne della migliore tradizione di quel paese, da noi regna quasi una forma di rassegnazione, dovuta anche al fatto che c’è ancora e funziona, un simulacro di famiglia che all’occorrenza supporta ed aiuta chi non ce la fa. Infatti oggi più di ieri gli italiani pensano che i giovani avranno un posizione sociale peggiore rispetto a quella dei loro genitori, l’opposto di quanto invece affermava l’economista John Kenneth Galbraith, secondo cui le nuove generazioni avrebbero dovuto migliorate il proprio status sociale rispetto alle generazioni precedenti. Questo pensiero secondo quanto riportato dall’articolo di Repubblica, è condiviso infatti da più del 60% degli italiani !!!! La famiglia così, rimane oggi l’unica istituzione che riesce ad evitare da una parte lo sprofondare dello stato sociale e dall’altro un ammortizzatore dell’insofferenza verso le istituzioni che nulla hanno posto in essere per arginare il fenomeno della disoccupazione giovanile. Anzi se solo ci si guardasse attorno, per le strade, alla guida delle macchine e sui mezzi pubblici, le nostre città sono ormai abitate essenzialmente da una popolazione di ultra sessantenni, per non parlare di quella parte di questa popolazione, cosiddetta occupata, negli uffici sia pubblici che privati, con una legge pensionistica che di certo non facilita e non traguarda l’entrata a breve, dei “giovani” ormai non più tali, nel mondo del lavoro. Giovani appunto, che la famiglia aiuta a tutti i livelli sia da quello dell’alloggio che a quello puro e semplice economico, per arrivare a fine mese con gli stipendi derivanti da tutta una serie di escamotage aziendali di contratti lavorativi che vanno dall’apprendistato al lavoro a progetto e difficilmente si concretizzeranno in un tempo indeterminato. A questo scenario vorrei collegare quanto sta accadendo come fenomeno sociale ed indicatore di una povertà ormai così diffusa, che la nostra classe politica non riesce a percepire così lontana anni luce dal paese reale che dovrebbe invece governare ed assistere, sto parlando dei furti nei supermercati di beni di prima necessità come le vaschette di carme, affettati, formaggio, latte e quanto altro che la gente, non avendo più i soldi per acquistarli, tenta di rubarli.. Secondo l’articolo di Repubblica, da 4 anni a questa parte il numero degli anziani o di coloro che si sono resi responsabili di tali furti è aumentato del 40%, pertanto le grandi catene di distribuzione stanno pensando di introdurre dei sistemi di antitaccheggio, direttamente all’interno delle confezioni!!!!!.
Che dire, quando il Terzo stato che numericamente era costituito da quasi il 70 della popolazione francese, si rese conto che i Nobili ed il Clero che insieme contavano non più del 30% come numero di appartenenti a tali classi ma detenevano più del 80% della ricchezza in termini di rendite e possedimenti terrieri, viveva alle spalle e sul lavoro dei quasi schiavi della gleba, la parte più colta e progressista di costoro, decise che forse qualcosa andava cambiato e sappiamo tutti come andò a finire, ma i francesi sono francesi e noi italiani, pertanto la famiglia continuerà a tenerci lontani dai guai!!!!
Antonio Buongiorno
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