aggiornato il 22/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Lo spettacolo della politica

Lo spettacolo della politica

Forse abbiamo toccato il fondo e neanche ce ne accorgiamo! Del resto quello che sta accadendo negli ultimi giorni in parlamento ci dà l’idea di come una situazione già di per sé tesa stia diventando insostenibile. Eravamo partiti con una maggioranza diminuita ma apparentemente più compatta di prima e ora siamo arrivati ad un vero e proprio punto di non ritorno. La situazione è veramente paradossale, al limite dell’irrealtà! Proviamo a riepilogare brevemente i fatti: durante un’agitata seduta della Camera il ministro della difesa La Russa ha offeso mandano letteralmente “a quel paese” il presidente Fini, terza carica dello Stato. Il giorno seguente la Camera doveva approvare il processo verbale della seduta del giorno precedente, atto puramente formale, che però non è passato per parità di voti. Fino ad ora nulla di strano a parte l’insulto di un ministro al presidente della Camera dei Deputati. Ma il bello deve ancora venire: infatti non appena Fini annuncia la mancata approvazione del processo verbale il PDL inizia ad insultarlo perché responsabile, secondo loro, di non aver fatto votare i ministri giunti in fretta e furia da Palazzo Chigi mentre si stava tenendo un Consiglio dei Ministri sospeso proprio per far votare i sei membri dell’esecutivo, riuscendo quindi a far passare il tanto agognato processo verbale. Il bello è che oltre al PDL anche i ministri hanno insultato Fini e uno di loro ha persino lanciato verso i banchi dell’opposizione il proprio tesserino elettronico! Ecco, questo è il resoconto di una giornata di lavori in un ramo del nostro parlamento! La domanda che dovremmo porci è: ma in un paese democratico può avvenire una simile sequenza di eventi così gravi, oppure è una forma di democrazia e di dialogo tra poteri dello Stato tipicamente italiana? Giorgio Gaber diceva in una sua celebre canzone: “persino in parlamento c’è un’aria incandescente si scaldano su tutto e poi non si fa niente”. Questa potrebbe essere una canzone scritta ieri così come oggi. La verità è che ormai nessuno ha più rispetto per niente e nessuno: non è un problema della politica o di Fini che ha tradito Berlusconi, come hanno detto molti esponenti della maggioranza, è un problema della società odierna. Così come non si ha rispetto per i profughi a Lampedusa così i politici non hanno rispetto per i loro avversari. Ciò che più ci indigna è vedere in parlamento gente che urla, strilla, lancia oggetti e usa termini a dir poco non consoni al luogo in cui siedono e per cui prendono un salario abbastanza cospicuo! Non possiamo però dare solo la colpa alla destra o alla sinistra perché fino a prova contraria si litiga e si discute in due. Quindi le colpe vanno divise equamente tra le parti tenendo conto del fatto che al di là degli insulti rivolti ad un uomo, si insulta anche una carica dello Stato che è gerarchicamente tuo diretto “superiore” (lasciatemi passare il termine). Oltre a non avere una buona educazione, i deputati che hanno fatto quello che hanno fatto, dimostrano che non sono nemmeno in grado di sottostare ad una scala gerarchica tutt’altro che rigida. Questo fatto provoca indubbiamente una crisi istituzionale senza precedenti nella nostra non molto lunga storia repubblicana. Ma come se ne esce? Le soluzioni anche in questo caso sono molte. Si potrebbe provare a cambiare totalmente la classe politica ma converrete che è un’operazione praticamente impossibile. Volendola buttare a ridere si potrebbe tenere un corso di buone maniere ai parlamentari ma ho i miei dubbi sulla riuscita del progetto. Io credo che si debba semplicemente prendere una serie di provvedimenti duri che facciano passare la voglia ai ministri e ai parlamentari di insultare gli altri e di avere un comportamento del tutto inidoneo al lavoro che si svolge. Vorrei, altresì, che il popolo, la gente comune si indignasse e scendesse in piazza per dire di no a come i politici stanno amministrando la cosa pubblica (termine tanto caro agli antichi romani che non si sarebbero mai sognati duemila e più anni fa di fare ciò che sta accadendo ora). Ricorderanno tutti la scena del lancio delle monetine a Craxi all’uscita dell’hotel Raphael; ebbene perché allora la gente comune si sentiva di dire di no a come Craxi gestiva il potere? Perché il male che attanaglia l’Italia è il totale appiattimento del popolo e la sua autoesclusione dalla politica: questo processo, se così si può definire, ha fatto si che i più vigili, i più attenti, sino rimasti soli a combattere contro un sistema perverso, perché di questo si tratta, che sta distruggendo ciò che i padri della patria hanno edificato. L’obiettivo principale è quello di non arrendersi mai e cercare di migliorare le sorti di questo nostro paese così martoriato dagli spettacoli tragi-comici del gran teatro Montecitorio!

Matteo Cortese


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