La seconda vita delle eccedenze alimentari
Roma, 23 novembre 2011 - Una famiglia italiana in un anno butta in media 515 euro di alimenti che non consumerà, sprecando circa il 10% della propria spesa mensile. È la stima di Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market che sviluppa progetti per il recupero dei beni non commercializzabili in favore degli enti caritativi. Non vengono utilizzate 20 milioni di tonnellate di alimenti per un valore di mercato di 37 miliardi di euro. Secondo Segrè ogni giorno finisce in pattumiera il 19% del pane, il 4% della pasta, il 39% dei prodotti freschi (latticini, uova, carne e preparati) e il 17% di frutta e verdura. Recuperando il cibo non utilizzato potrebbero mangiare 44 milioni di persone. Un comportamento allarmante che non riguarda solo le famiglie. A gettar via prodotti alimentari sono anche ristoranti, catering, alberghi, scuole e mense aziendali. Gli alimenti scartati rappresentano il surplus della ristorazione organizzata: alimenti freschi e cucinati che a termine servizio risultano invenduti e buttati via.
Si tratta di cibo perfettamente integro e buono che, pur avendo perso valore commerciale perché invenduto, recupera il suo valore quando, grazie alle associazioni, viene redistribuito a chi ne ha bisogno, anche perché le adeguate procedure tecniche di conservazione ne assicurano l’igiene e l’appetibilità. Queste associazioni pensano al riutilizzo delle eccedenze alimentari e si fanno carico della loro destinazione. Organizzazioni come la Fondazione Banco Alimentare Onlus che opera in Italia dal 1989 e che assiste gratuitamente più di 8000 strutture caritative, raggiungendo quasi un milione e mezzo di persone bisognose. Oltre alla solidarietà però occorrerebbe anche un approccio più attento da parte del consumatore, con acquisti che rispondano al reale bisogno alimentare della famiglia e che evitino ogni forma di spreco. Qualche consiglio per diventare consumatori perfetti potrebbe essere utile: preparate una lista della spesa dettagliata e seguitela rigorosamente, senza lasciarvi tentare da altri prodotti non necessari; controllate le date di scadenza per capire quanto tempo avete per consumare il prodotto; tenete conto degli scarti quando si acquista la verdura: per esempio i porri costano più delle melanzane, ma hanno più scarti; e allo stesso modo se acquistate prodotti in offerta calcolate quanto tempo avete per consumarli.
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