La scuola spa
Roma. Il rapporto annuale della Commissione sugli infortuni sul lavoro e morti bianche conferma che i Ministeri dell’Economia, dell’Istruzione e delle Infrastrutture stanno vagliando l’idea di creare una Scuola Spa, un ente a cui demandare la proprietà, e quindi anche la manutenzione e la sicurezza degli edifici scolastici. Come si legge nella relazione: «si tratta ancora di una semplice proposta, volta ad individuare formule alternative per reperire risorse finanziarie da destinare all’edilizia scolastica».
Gli studenti. Tito Russo, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti esprime la contrarietà del sindacato al progetto perché: «La scuola dovrebbe rimanere sempre e solo di competenza pubblica e non trasformata in un meccanismo di scatole cinesi solo per delegare le responsabilità di una mal gestione degli ultimi trent’anni». L’Unione degli Studenti propone la creazione di un fondo straordinario di 10 miliardi da spalmare in 20 anni per dare agli enti locali la possibilità di rimodernare gli edifici scolastici. Anche Antonio Moi, dirigente del Movimento Studentesco Nazionale, è contrario all’idea, che viene vista come una sconfitta per gli studenti in quanto sarebbe compito dello Stato pensare alla scuole. Secondo Moi, però, c’è anche un aspetto positivo in tutto questo perché: «Il problema dell’edilizia scolastica è un problema che grava sulle teste degli studenti. Non dico che ogni strumento è lecito però se le soluzioni sono poche o quasi nulle bisogna iniziare a ragionare e trovare altre soluzioni, e questo può essere un inizio».
Manutenzione. D’altronde il rapporto “Ecosistema scuola 2010” pubblicato da Legambiente parla chiaro: nonostante il 50% degli edifici sia stato sottoposto a manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni, c’è ancora un 30% degli edifici scolastici che necessita di interventi urgenti. In media ogni edificio costa più di 42000 euro l’anno ma esistono forti differenziazioni territoriali nelle spese effettuate per cui se al Centro Nord le famiglie italiane possono contare su un buon livello di edilizia, al sud la situazione è ben diversa. Le regioni, infatti, che spendono di più per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli istituti scolastici ospitati sul proprio territorio sono Reggio Emilia, Lazio, Lombardia, Piemonte e Toscana mentre per il Sud compare solo la Sicilia per la manutenzione straordinaria.
Sicurezza. Ancora più grave la situazione se si pensa alla bonifica dall’amianto, di cui necessitano molti edifici, e alla sicurezza sismica. Le bonifiche sono scese quasi del 50%, in parte perché già realizzate negli anni scorsi, in parte perché sono mancati nuovi controlli. Per quanto riguarda l’antisismicità delle costruzioni, al Centro, dove sono a rischio il 73% degli edifici scolastici, solo il 53% ha la certificazione di idoneità statica, mentre al Sud, dove il rischio cade sul 65% degli istituti, hanno la dovuta certificazione solo l’11% delle scuole.
Investimenti. Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, spiega che nel 2009: «è stato previsto dal Governo un piano di investimenti articolato in 20 milioni di euro annui tratti dai risparmi delle cosiddette ‘spese della politica’, ma di cui ancora non si è avuto riscontro». Insomma per riqualificare l’edilizia scolastica in Italia c’è bisogno di investimenti che per ora mancano.
21 gennaio 2011
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