La nuova "Spectre"
Quello che sta accadendo in campo economico nel mondo e con un occhio particolare agli Stati Uniti, è la riprova che esiste una società nella società, un organismo governato da un potere sovranazionale che ha interessi solo per raggiungere il proprio scopo e si autoalimenta nel propagare e governare eventi in campo finanziario che destabilizzano l’economia mondiale un po’ come faceva la Spectre nei romanzi di Ian Fleming.
La riprova di ciò è contenuta nell’articolo di Repubblica del 13 dicembre scorso, dove sotto il titolo “le cene del club dei derivati” i banchieri di Wall Street, decidono dove orientare nel panorama mondiale, i propri interessi e dove effettuare speculazioni e quali settori finanziari influenzare. Tutto questo per dire che l’economia americana non corre, dietro annunci discordanti sullo stato di salute del comparto industriale in contrapposizione ai dati sulla disoccupazione nonché alle esportazioni ed al debito pubblico che rimane comunque alto.
E cosi la FED non vedendo incrementi nella produzione in quanto le imprese non investono, avendo budget di spesa corti, non vedendo una riduzione del tasso di disoccupazione, in mancanza di un incremento della produzione, non vedendo una ripresa dei consumi interni da parte delle famiglie anche a causa dei bassi salari, ha deciso di mantenere inalterati i tassi d’interesse avendo come obbiettivi quelli di sostenere la ripresa dell’economia contemporaneamente ad un livello di inflazione coerente con il quadro appena descritto. I bassi salari in una situazione stabile dei prezzi dei beni e servizi al consumo anche grazie al tasso di cambio dollaro/euro, non generano innalzamenti del tasso d’inflazione ed i bassi tassi d’interesse, permettono alla FED di finanziarsi per l’acquisto dei titoli di stato che rappresentano il debito pubblico americano. Tutto ciò condito con un settore immobiliare in completo stallo e con le banche che ancora non sono uscite completamente dalla crisi, avendo un gran numero di immobilizzazioni che difficilmente potranno nel breve periodo monetizzare.
Ma l’aspetto più controverso è che le nuove regole etiche e di comportamento per il settore bancario, volute dall’amministrazione Obama sono state disattese, anche per merito di questa lobby finanziaria trasversale a Wall Street stessa, ed ai governi di tutto il mondo.
Cosa succede a casa nostra? Da noi il settore bancario come prevedibile, è quello che è passato del tutto indenne attraverso la crisi economico finanziaria del 2008.
Il nostro settore bancario è sempre stato molto solido e pragmatico ha sempre fatto cartello, come altri settori di servizi vitali, del nostro paese (vedi assicurazioni e sistema di distribuzione dei carburanti) un oligopolio con regole cosi rigide che se da un lato non hanno contribuito ad una crescita del settore produttivo, dall’altro hanno permesso appunto di passare indenni attraverso la crisi.
Come dicevo il nostro settore bancario avendo razionalizzato sia la sua struttura di presenza sul territorio che l’offerta, con tutta una serie di acquisizioni e fusioni tra grandi e medio banche si è consolidato anche in seno all’Europa e dispone se le stime sono corrette, a mio avviso, di molta liquidità.
Basti pensare che se su 60 milioni di abitanti in Italia, coloro che non hanno dovuto ricorrere a finanziamenti a vario titolo, e quindi indebitarsi, sembrano essere un buon 40%; il restante 60%, pari a 36 milioni di abitanti, per una media di circa 20.000 euro a famiglia, il totale è facilmente disponibile ed è una cifra che fa pensare.
La conclusione, se di questo si può parlare, è che non c’è coerenza tra gli accadimenti in tutti i campi dell’economia mondiale dalla crisi dei sub prime ai disastri ambientali vedi la piattaforma BP esplosa ed affondata nel Golfo del Messico. Infatti il buon senso avrebbe dovuto spingere tutti verso soluzioni più compatibili con lo stato dell’arte ed anche più etiche, invece si continua con le speculazioni finanziarie che indeboliscono la ripresa economica mondiale, le società di rating declassano i debiti dei paesi che hanno un livello elevato di debito pubblico per obbligarli a farsi finanziare, il prezzo della benzina ha toccato in questi giorni il suo massimo, addirittura superando quello prima della crisi, insomma in questo modo da situazioni di debito, si genera altro debito con un effetto domino ed è questa la regola prima che permette a questi potenti di gestire, senza il rispetto di nessuna regola, i destini del mondo.
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