La lunga attesa per il rimborso
Se la tempistica e la puntualità non sono materia Italiana, guardiamo con ammirazione alla Spagna che sempre più valorizza risorse e infrastrutture.
In materia di mobilità su rotaia si sa che la puntualità non è il fiore all'occhiello di Trenitalia, nota per la lentezza anche una volta giunti a destinazione.
Sotto giudizio l’attesa necessaria per il rimborso dei biglietti. Dal 2009, infatti, direttamente dal portale internet di Trenitalia si può accedere al servizio di rimborso compilando semplicemente un modulo on line. In materia di facilità nulla da obiettare ma da quanto si evince il tempo non gioca ancora una volta a favore dei viaggiatori.
Coloro i quali, infatti, durante la tratta fossero incorsi in ritardo, avranno la possibilità solo 20 giorni dopo di verificare che questo sia stato riconosciuto da Trenitalia e quindi ottenere un indennizzo.
Sottolineando che nella vicina Spagna il rimborso avviene direttamente presso la stazione di arrivo, in caso di ritardo eccedente i 5 minuti, le domande allora sorgono spontanee.
Perché in Spagna il ritardo è riconosciuto immediatamente e da noi occorre questo tempo infinito per capire se un treno non è stato puntuale?
Se nella penisola Iberica, poi, il risarcimento avviene direttamente in contanti al momento del reclamo, perché in Italia lo stesso consta di un solo buono per l’acquisto di un nuovo biglietto?
In un paese furbacchione far leva sulla memoria della gente può risultare certamente vantaggioso al fine dei bilanci, riducendo rimborsi e lamentele che contribuiscono a mantenere alto il giudizio dell'efficienza delle ferrovie.
Per la serie oltre il danno la beffa, si evince che la notifica di rimborso non sarà considerata valida per tutte le tratte regionali incorse nel ritardo.
Specificare questa clausola ancora una volta esonera Trenitalia dal constatare disservizi che quotidianamente interessano centinaia di viaggiatori, specie tra i pendolari.
E' all'ordine del giorno, infatti, la lunga lista di lamentele per ritardi e qualità a bordo pari al dopo guerra, con passeggeri che regolarmente pagano per un servizio fantasma.
Illudere con spot di elogio sull'alta velocità non maschera certamente una piaga che colpisce le nostre ferrovie, arretrate non solo rispetto all'efficientissima Spagna ma spesso anche a paesi in via di sviluppo.
http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=9c1566cf56deb210VgnVCM1000003f16f90aRCRD
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