La famiglia impresa
Roma, 9 dicembre 2011 - Per capire dove si va bisogna sapere da dove si proviene. La famiglia in Italia è ancora oggi un’istituzione solida, ma sotto il profilo economico ha perso quel potere d’acquisto che in passato ha fatto grande il nostro Paese. Chi recentemente ha analizzato la famiglia sotto il profilo socio-economico è stato il Centro Studi Investimenti Sociali che ha colto una sfumatura molto importante. Fino a ieri la famiglia si è comportata come una vera e propria azienda perché produceva reddito e servizi, consumava una parte del reddito e prestava a se stessa una serie di servizi, riuscendo addirittura a risparmiare per comprare casa e avere una piccola sicurezza in banca. La famiglia di oggi, invece, è solo un centro di consumo a fronte di uno stipendio che non basta più. Fino a 20 anni fa la famiglia produceva e gestiva tutta una serie di servizi al proprio interno. Si pensi alle attività di accudimento e cura di bambini, anziani e disabili che attualmente compriamo all’esterno, pagando gli altri; si pensi alle gioiose tavolate in casa che oggi abbiamo trasferito nei ristoranti e nei fast food stranieri; si pensi anche al banale ciambellone fatto la domenica mattina, perché bastasse per la colazione di tutta la settimana; si pensi pure all’unica bolletta telefonica che arrivava ogni due mesi, piuttosto che tante ricariche a settimana per i cellulari di tutti i componenti della famiglia.
L’elenco potrebbe essere lungo, ma era proprio questa la famiglia di ieri che, con uno stesso stipendio, spendeva e risparmiava. Oggi le cose sono cambiate ma solo nella modalità e nella quantità dei consumi, perchè lo stipendio è rimasto pressocchè invariato. Certo, indietro non si può tornare; ma abbiamo bisogno di una soluzione per andare avanti. La soluzione sta nell’aumento delle entrate e in questo momento di crisi tutto può andare bene purchè in casa entrino più soldi. Stipendi più adeguati sarebbero l’ideale, ma non si può sfuggire alla ferrea legge del mercato: il valore di uno stipendio dipende dal valore del lavoro che si fa. Facciamo un esempio: l’operaio che lavora in Mercedes guadagna molto di più rispetto all’operaio che lavora in Fiat perché è specializzato e produce una vettura competitiva. Perciò il nostro lavoro, per essere pagato di più, deve essere specializzato e non generico. Questo deve valere soprattutto per i giovani che, quando scelgono un lavoro o un indirizzo scolastico, devono puntare a specializzarsi e devono anche capire se l’attività scelta è richiesta o meno dal mercato del lavoro. Perciò la famiglia non è finita. E’ solo da ricostruire e forse i lavori sono già in corso.
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venerdì, 18 maggio 2012Un'applicazione per smartphone dedicata a tutte le future mamme. E' iMamma per aiutare le donne in dolce attesa a gestire la gravidanza. Un'idea tutta italiana di Riccardo Fertitta, un giovane informatore medico palermitano.
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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

