La controvita, Philip Roth
Ho iniziato a leggere “La controvita” di Philip Roth, in libreria dallo scorso novembre, non sapendo che fosse un romanzo già pubblicato nel 1986. Ad un certo punto della lettura, per curiosità, sono andata alla ricerca del titolo originale e ho scoperto accanto al titolo il copyright con la data. La mia stupita perplessità nasce dal fatto che il romanzo di Roth è quanto mai attuale sebbene venticinque anni di distanza tra la vicenda narrata e la nuova pubblicazione di Einaudi non siano pochi. Questo accade nella grande letteratura quando il tempo della narrazione si annulla nella percezione del lettore per lasciare posto alla riflessione e al godimento della lettura. E’ un libro difficile questo di Roth, una grande prova che si pone cronologicamente al centro tra il celeberrimo “Il lamento di Portnoy” (1969) e il pulitzer di “Pastorale americana” (1997). Difficile perché il lettore non ha una trama che si dipana dalla prima all’ultima pagina ma cinque capitoli che si incastrano tra loro e contestualmente si negano gli uni con gli altri. Nel primo capitolo, dal titolo “Basilea”, Nathan Zuckerman, alter ego di Roth in questo come in altri romanzi, partecipa al funerale del fratello Henry morto durante un intervento cardiaco, voluto da Henry, sebbene sconsigliato dai medici, per poter sospendere le medicine che lo avevano reso impotente. Nathan durante il funerale ripensa al suo rapporto con il fratello e alle relazioni extraconiugali che quest’ultimo aveva, e lo homuor nero tipico di Roth punge come non mai. Il secondo capitolo “Giudea” cambia la narrazione, Henry non è morto per l’intervento cardiaco, ma si è allontanato dalla famiglia per raggiungere la terra promessa in Israele , divenendo un fanatico e oltranzista studioso di sacre scritture. Nathan lo raggiunge per capire le ragioni della sua fede e si scontra con le diverse realtà dell’ebraismo. “In volo” terzo capitolo, forse il più bello per intensità e per ironia, Nathan trascrive quanto ha visto e sentito in Israele e finisce per essere accusato di essere un dirottatore palestinese. Il quarto capitolo “Gloucestershire” scompone tutto: non era Henry ad avere problemi di impotenza ma Nathan e sarà lui a morire durante un’operazione chirurgica al cuore mentre Henry è chiamato a partecipare al funerale del fratello. Non è l’affetto per il fratello defunto a smuovere Henry dalla sua routine di dentista di successo a Newark per andare al funerale ma il tentativo di recuperare e distruggere dattiloscritti e diari compromettenti composti da Nathan. Perché Nathan è lo scrittore di successo che raccoglie anzi prende il proprio materiale di scrittura da chi gli sta intorno, totalmente incurante delle conseguenze, e trasforma la sua vita e quella degli altri in trama.
Relativamente a quanto detto c’è un piccolo paragrafo che mi ha colpita e che riassume in pratica molta della letteratura del mondo, scrive infatti Nathan: “…alla fine Henry mi era parso, nonostante la sua volontà di essere qualcosa di nuovo, ingenuo e tedioso com’era sempre stato…Ma era come aspettarsi che la tua vicina di casa, che sospetti tradire il marito, ti si riveli come un’Emma Bovary. …Uomini e donne non si consegnano agli scrittori come personaggi letterari a tutto tondo…la maggior parte della gente (a partire dal romanziere: lui, la sua famiglia, quasi tutte le persone che conosce) è assolutamente priva di originalità e il suo compito è farla apparire diversa”. L’ultimo capitolo “Cristianità” annulla il precedente, è l’altra occasione che si dà lo scrittore per sondare le diverse possibilità di un’esistenza parallela, anzi alternativa che ribalti il destino. Nathan lascia il mistico Henry in Israele, e torna da sua moglie a Londra per trascorrere un tipico natale inglese. L’incontro con la tradizionale famiglia inglese della moglie e il tangibile antisemitismo di tutti i componenti della casa, che è il riflesso di un antisemitismo diffuso in tutta l’Inghilterra, porterà alla rottura del matrimonio ed un ritorno a Newark del protagonista. “Cristianità” è il capitolo in cui Roth spiega la sua posizione di ebreo nel mondo, la sua storia più che la sua fede, ma è anche il primo passo verso quel distacco laico delle opere della maturità, verso l’abbandono della rabbia giovanile per una più pacata e lucida visione della vita e della religione.
21 febbraio 2011
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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

