L'aquila contro la tigre
Non è un titolo di un film di Bruce Lee, ma il finale di questo scontro potrebbe in qualche modo rappresentarlo.
Un breve riassunto delle puntate precedenti di questo serial dell’economia globale: nell’ultimo incontro di una settimana fa del FMI - come riportato anche su Famiglia Italiana - la Cina va a posizionarsi al 3° posto nella classifica di questa istituzione, ma di contro chi questa istituzione l’ha creata, non può certo accettare di buon grado di perdere tutto di fronte alla scaltrezza ed alle indubbie capacità dimostrate dai nuovi arrivati.
E’ vero che gli Stati Uniti, nella ricerca di creare nuovi mercati per i loro prodotti, sono andati a svegliare un gigante che comunque prima o poi si sarebbe svegliato, ma il pericolo ora è quello di soccombere per non aver saputo prevedere gli sviluppi di una tale azione e di non aver, cosa assai più grave, saputo gestire il potere dei signori di Wall Street e di conseguenza della FED che ha dovuto in qualche modo porre rimedio a gran parte delle operazioni speculative di questi ultimi.
Altro aspetto non proprio banale e che mentre prima negli Stati Uniti governava un presidente che comunque era al servizio di tutti i poteri forti del paese (George W. Bush), oggi Barack Obama, prima ha cercato di imporre regole forti contro gli speculatori del mercato finanziario, facendo approvare emendamenti dal senato, che mettessero un freno al sistema bancario americano e di far pagare a questi ultimi gran parte del peso della crisi, ora dopo l’esito delle elezioni di mid-term, si trova in una posizione molto scomoda dove difficilmente potrà uscire.
Ora per spiegare meglio cosa sta succedendo, ricordiamo quale è l’obbiettivo primario della teoria macroeconomica “Monetarista”, che si occupa principalmente degli effetti dell’offerta di denaro governata dalle banche centrali e che in particolare considera l’inflazione come la conseguenza primaria di un’offerta di denaro superiore alla domanda. Immettendo una quantità maggiore della stessa moneta sui mercati, il tasso di cambio di quella moneta diminuisce (dinamica della domanda ed offerta di moneta) e pertanto diviene più conveniente in un mercato liberistico acquistare prodotti del paese che ha un tasso di cambio più vantaggioso (questo oggi vale sia nei rapporti tra euro e dollaro che maggiormente tra yuan e dollaro). Se proteggere le proprie esportazioni diviene l’unica azione per sopravvivere in un mercato dei consumi che non decolla, la cosa ha ripercussioni in tutti gli ambiti. Infatti un costo del denaro più basso dovuto ad una maggiore offerta di moneta governata dalle banche centrali, permette azioni speculative verso i paesi ad economia emergente, permette appunto di acquistare titoli del debito pubblico interno (con alto rendimento) che a questo punto hanno un costo inferiore, rispetto al prezzo di collocamento e rivenderli appunto in quei paesi a basso tasso d’inflazione, acquistando così valuta pregiata.
E non ultimo l’ammontare di moneta disponibile, influisce sui consumi, così immettendo maggiore quantità di moneta rispetto alla sua effettiva domanda, il costo dovrebbe diminuire per tassi d’interesse più contenuti e quindi ipotizzando prezzi non crescenti, il volano dei consumi anche con l’indebitamento dovrebbe far ripartire il mercato.
L’Aquila e la Tigre si stanno proprio rinfacciando tutto questo. La prima accusa la seconda di non voler mettere mano ad una più adeguata politica dei tassi di cambio (yuan ha un tasso di cambio ancora troppo basso rispetto al dollaro), la seconda accusa la prima che con la manovra della FED che prevede di immettere 600 miliardi di nuovi dollari sul mercato, questo provocherebbe uno “shock” nei paesi ad economia emergente, inondandoli di capitali liquidi ed esponendoli ad un aggravio del fenomeno inflattivo e speculativo.
Di fronte a forme di protezionismo come quelle attuate dalla Tigre asiatica che non modifica i tassi di cambio in modo adeguato, hanno fatto sentire il loro disappunto anche altri paesi europei come la Germania, ma l’esito di questo scontro sarà difficilmente valutabile nel breve periodo, in quanto l’Aquila americana ha stampato altro denaro che non ha copertura aurea e pertanto ingenera debito su debito, inflazione e speculazione mentre la Cina ha più che raddoppiato, le proprie risorse auree.
Il confronto non potrà essere risolto solo sul piano monetario ed in particolare agendo sui tassi di cambio per avvantaggiare le proprie esportazioni, ma come ha dichiarato il presidente B. Obama: “Si dovrà trovare un equilibrio di lungo periodo nella politica economica internazionale. L’obbiettivo degli Stati Uniti sarà quello di contribuire a sostenere una ripresa economica globale sostenibile”.
Antonio Buongiorno
-
Stampo casa e la costruisco
martedì, 22 maggio 2012In Danimarca due architetti hanno costruito la prima casa ecologica fai da te. Una villetta di 125 metri con solo 820 fogli di legno sagomati da una fresatrice a forma di stampante.
Famiglia Italiana -
Cure e amore per malati terminali
lunedì, 21 maggio 2012Da marzo 2010, precisamente con la legge 38, l'Italia tutela e garantisce di fatto l'accesso del malato alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Famiglia Italiana -
Fare il colloquio di lavoro
domenica, 20 maggio 2012Dopo essersi candidati a un'offerta di lavoro, è possibile essere contattati per un colloquio di lavoro. E' un momento importante cui arrivare preparati, ma da affrontare con serenità senza lasciarsi prendere dal panico.
Famiglia Italiana -
A Napoli genitori maestri dei figli
sabato, 19 maggio 2012Scuole pubbliche incapaci di far fronte all'educazione degli alunni e alle attività extrascolastiche. Da Napoli parte il riscatto dei genitori che si fanno insegnanti di filosofia e robotica.
Famiglia Italiana -
iMamma
venerdì, 18 maggio 2012Un'applicazione per smartphone dedicata a tutte le future mamme. E' iMamma per aiutare le donne in dolce attesa a gestire la gravidanza. Un'idea tutta italiana di Riccardo Fertitta, un giovane informatore medico palermitano.
Famiglia Italiana

Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

