aggiornato il 22/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Il primato della ragione

Il primato della ragione

Ho pensato e riflettuto se fosse ragionevole prendere spunto da una interessante ed emozionante analisi del pensiero contemporaneo che vorrebbe spostare il baricentro ovvero la centralità del pensiero umano comune da quello che fino ad oggi ha visto gli uomini e le loro azioni, giudicate da altri uomini solo per la parte che interferisce con la razionalità il pragmatismo, l’efficientismo e la competenza professionale ovvero tutto ciò che potesse ricondurre ad unico aspetto dell’essere umano e come se tutto il  resto, fosse stato asportato di netto, amputato perché inutile e dannoso..
Mi chiarisco quello di cui sto parlando è l’analisi del pensiero umano tratta da un approfondimento della sezione “Cult” di Repubblica di qualche giorno fa.. Lungi da me coinvolgere in questo percorso, la famiglia italiana che in questi tempi ha ben altri problemi da risolvere, anche se ritengo che un po’tutti noi dovremmo riscoprire il nostro io, sotto una luce diversa che prenda in considerazione anche quegli aspetti più profondi che il pensiero economico dominante ha etichettato come emozioni. Credo, infatti di poter affermare senza essere smentito che anche di fronte all’accensione di un mutuo, oltre al raziocinio ed all’analisi concreta di tutti i fattori che una tale azione comporta, ci sia sempre alla base, un aspetto emozionale ed al tempo stesso irrazionale (l’indebitamento) che ci ha spinto razionalmente (dopo attenta analisi dei fattori di rischio)  a soddisfare appunto un desiderio, un piacere un’emozione di poter essere possessori di un casa propria dove poter sognare e realizzare quanto desideriamo. Quest’analisi sul nuovo orientamento del pensiero contemporaneo che va ad intaccare il “primato della ragione” mi ha profondamente colpito, finalmente qualcuno si è ricordato che l’essere umano è anche qualcos’altro e che la razionalità che accompagna le nostre azioni è anche frutto dell’irrazionalità dei sentimenti è di tutto quello che ci fa essere complessi e talvolta determina la complessità del mondo in cui viviamo. Questa è pertanto la mia personale interpretazione di quanto ho letto e forse ho fatto prevalere il piacere e l’emozione ad altre azioni del mio pensare ed interpretare. Condivido appieno l’analisi degli autori che hanno l’uno per l’altro trovato le giuste motivazioni nel dire che non ci può essere una assoluta prevalenza della ragione senza la parte emozionale i sentimenti che in qualche modo condizionano le nostre azioni. E’ assolutamente giusto negare ad Hegel che tutto sia sottoposto al dominio della sola ragione, perché molte azioni che hanno cambiato il corso della nostra storia contemporanea sono in parte state dettate dal fattore emozionale. Pensare al crollo del muro di Berlino, dove la parte emozionale di una parte del mondo (l’Occidente) ha spinto un’altra parte, meno emozionale ma più pragmatica ad accettare un’azione così fortemente voluta. Gli uomini non possono essere giudicati solo per le loro capacità di efficienza e competenza professionale, ma ancor più dalle quelle azioni emotive che spesso non sono razionali, ma permettono di interagire con altri, bisogna tener conto delle relazioni tra le persone, delle loro aspirazioni e dei loro sentimenti. Una persona a cui viene dato un lavoro, senza tener conto delle sue aspirazioni che saranno comunque un cocktail di emozione e razionale, ma solo perché si deve raggiungere un efficiente risultato aziendale, ne farà di sicuro uno scontento ed a lungo andare anche i rapporti ed i sentimenti con le altre persone con cui si relazionerà, saranno condizionate da questi fattori. A riprova di ciò posso affermare che spegnere razionalmente l’interruttore dell’insoddisfazione lavorativa, quando si rientra in famiglia è l’esercizio quotidiano più difficile da compiere, proprio perché la nostra vita, è fatta di relazioni tra persone, di emozioni contrastanti ed a volte tumultuose. Riscoprire l’uomo e la sua complessità intesa come una molteplicità di  atteggiamenti che ci portano dal razionale all’irrazionale, non più una valutazione solo come fanno gli americani su quanto guadagni (pragmatismo assoluto) o sul titolo che campeggia davanti al tuo cognome, ma di più se sai emozionarti davanti ad un evento che ti ha colpito, su quanti amici hai, sulla tua capacità di essere felice con gli altri e di essere accettato anche senza una lira.
Per concludere non a caso in questi ultimi anni sono nati i cosiddetti social network, proprio per il desiderio di comunicare, di evadere di conoscere gli altri in modo diverso (senza la giacca e la cravatta), di infrangere regole ( nel senso positivo della parola ), di essere trasgressivi e qui mi fermo.
Antonio Buongiorno


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