aggiornato il 07/03/2013

Famiglia italiana

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Il flop delle tasse speciali

Il flop delle tasse speciali

Roma, 3 ottobre 2012

La lotta all’evasione non ha fatto i conti con i suoi avversari principali: gli italiani. Le imposte speciali della cedolare secca, introdotta per far emergere il nero degli affitti, e della tassa sul lusso non hanno dato i frutti sperati. Una sanatoria da oltre quattro miliardi di euro si è conclusa con un recupero che non arriva al miliardo e mezzo: solo 675 milioni quelli incassati dalla regolarizzazione degli affitti e appena 700 milioni quelli sulla ricchezza. C’era da aspettarselo. Se da un lato l’aumento della pressione fiscale sulle case ha registrato la corsa alla svendita immobiliare, perché in molti casi l’affitto dall’essere rendita copre a mala pena le tasse, dall’altro le holding estere non modificano i conti correnti dei facoltosi.

Si scopre così che dei 147 milioni di euro di introiti stimati dal superbollo, ne sono stati incassati 66; mentre quelli previsti dall’imposta di stazionamento delle imbarcazioni, ben 155 milioni, sono stati appena 24 e l’attesa di 85 milioni dell’imposta sugli aerei privati ne ha spremuti soltanto due. Così si ripresenta di nuovo la fuga Oltralpe dei risparmiatori, mentre il fisco si prepara alla prossima campagna d’autunno, attraverso il nuovo software informatico programmato per scovare le anomalie tra i redditi dichiarati e il tenore di vita sostenuto. Un nuovo redditometro che a breve metterà sotto esame tutti i cittadini italiani, per la precisione 41,5 milioni di contribuenti e 22 milioni di famiglie, escludendo così nuove cambiali europee. 

Andrea Domenici


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