aggiornato il 22/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Grasso. Genitori irresponsabili

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Roma, 28 dicembre 2011 - Nessuno si aspetta che a ridosso del veglione di Capodanno si parli di obesità. Ma se il problema esiste, bisogna parlarne in qualsiasi momento dell’anno perché non è mai troppo tardi per impegnarsi a trovare una soluzione. Parliamo specificamente di obesità infantile che negli ultimi anni sta addirittura preoccupando la sanità pubblica alla quale, in un futuro non molto lontano, questa obesità costerà molto alle casse dello Stato e quindi alle tasse di noi cittadini. Le cause possono essere varie, ma quelle più diffuse sono una cattiva alimentazione, una ridotta attività fisica, fattori di tipo genetico e un’errata educazione alimentare da parte dei genitori. L’avere uno o entrambi i genitori obesi è il fattore di rischio più importante per la comparsa dell’obesità in un bambino. Per la diagnosi di obesità nel bambino non si fa riferimento come nell’adulto alle classi di IMC (Indice di Massa Corporea) in quanto, a seconda dell’età, ci sono delle fisiologiche variazioni dell’adiposità da tenere in considerazione. Per prevenire l’obesità infantile l’unica terapia è la prevenzione dell’obesità stessa. Prevenzione che deve iniziare nei soggetti a rischio fin dall’età evolutiva con un’educazione che attraversa i vari aspetti della loro quotidianità: scuola, mensa scolastica, genitori e mezzi di comunicazione.

Spesso però i genitori non seguono come dovrebbero i propri figli, riducendo la loro dieta alimentare alla preparazione di un solo pasto al giorno. Oltre a una corretta alimentazione bisogna ridurre necessariamente la vita sedentaria, con l’aumento dell’attività fisica. Sembra che l’attività fisica dei genitori determini un aumento del livello di attività dei bambini obesi; è importante quindi il loro coinvolgimento nel programma. Un’altra tecnica da sperimentare è la terapia familiare: l’approccio familiare va sempre perseguito in età pediatrica(dai tre ai dieci anni) con la distinzione che nei bambini con età inferiore ai 12 anni il trattamento è combinato, mentre dai 12 anni in poi è contemporaneo, ma può avvenire separatamente. In attesa di programmi di prevenzione diffusi a livello capillare sul territorio italiano, la Società Italiana di Pediatria ha stilato un decalogo per prevenire il rischio di sovrappeso e obesità. Si consiglia di controllare il peso e la statura con una regolarità di almeno ogni sei mesi, fare cinque pasti al giorno evitando i “fuoripasto”, consumare almeno cinque porzioni di frutta o verdura al giorno, privilegiare il gioco all’aperto o praticare uno sport con regolarità, limitare la “videodipendenza” durante il tempo libero, il bambino deve stare davanti allo schermo massimo 2 ore al giorno.

Rosa Di Ponzio


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