Giudice di pace, si cambia
Gli italiani si sa adorano la loro lingua e specie i significati che le parole possono assumere.
Gravi carenze nell’analisi grammaticale portano l’italiano medio ad alterare anche le espressioni più comuni.
Rendendo subito palesi tali lacune scopriamo ad esempio che Giudice di pace, espressione usata per indicare un magistrato incaricato, al mezzo di poteri conciliatori di risolvere casi di controversia, diventa nel Bel Paese colui che leva le multe.
Divenuto espressione di sfida alle norme regolamentari del traffico, nel solo 2009 è stato interpellato per oltre 700.000 pratiche di trasgressori furbetti, sicuri di scampare alla penale e spesso alla non decurtazione di punti sulla patente.
In Italia l’unico modo per arrestare l’inciviltà si sa è metter in condizioni le persone di dover rinunciare a qualcosa o di pagare.
Il 2010 è stato l’anno dell’introduzione dell’artico 212 nella finanziaria, rivolto a tutti coloro che vogliono appellarsi a una multa.
La procedura è rimasta invariata, ma per potervi ricorrere è necessario pagare un contributo statale di 30 euro (o 70 euro se la multa supera i 1.500 euro) cui vanno sommati 8 euro di marca da bollo per il rimborso forfettario dei diritti di cancelleria.
Per tutti coloro ai quali non sembra una cifra esosa, ricordiamo che una multa per divieto sulle strisce blu ammonta a 22 euro.
La normativa introdotta poi, prevede che in caso di sentenza negativa, oltre i 38 euro vanno saldati anche quelli della multa, via sconsigliabile per sanzioni non esose.
Popolo che fa le leggi e trova l’inganno, l’alternativa gratuita ancora esiste, non più un giudice di pace ma ricorso al prefetto, con il solo rischio in caso di verdetto negativo si dovrà adempiere al pagamento del doppio della cifra sanzionata.
La normativa, sicuramente ha un fondamento giusto, ma porta con sé molti limiti, che dovranno essere eliminati al fine di garantire a tutti un equo trattamento.
Molto è stato fatto poi per lo snellimento telematico con un portale internet, per mezzo del quale è possibile far ricorso al giudice di pace direttamente da casa, con la compilazione e l’invio della modulistica selezionando la regione di appartenenza.
Prestare maggiore prudenza e civiltà, spesso eviterebbe la necessità di leggi restrittive, per servizi collettivi veramente utili per reali necessità.
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