Giù la miss dalla cattedra
La protagonista è Ileana Tacconelli. La giovane 28enne vanta un curriculum inoppugnabile e ha superato le selezioni più severe per aggiudicarsi un posto da docente presso il collegio San Carlo di Milano. Prima del suo inserimento ha affiancato alcune maestre per entrare in sintonia con i metodi utilizzati dal collegio ed è stata seguita da un tutor che ha supervisionato il suo lavoro. Peccato però che nel curriculum Ileana vanta anche la partecipazione alle selezioni di Miss Italia per la regione Abruzzo e ha girato alcuni video sexy in bikini che stanno tentando di ostacolarle la carriera di educatrice.
La protesta è nata da una madre delle alunne che ha tentato di appellarsi al rettore raccogliendo le firme di altri genitori per allontanare la maestra sexy dalla scuola. La donna non è riuscita nel suo obiettivo e per lo stesso motivo ha ritirato la figlia dalla scuola per iscriverla altrove. La donna ha inoltre dichiarato: "Mi sono sentita tradita, persino sulle due presunte lauree di Ileana mi hanno mentito. Ha solo una triennale conseguita allo Iulm e poi ha fatto un corso di specializzazione. Un istituto come il San Carlo non può permettersi di trattare così dei genitori che volevano chiarezza e correttezza".
I precedenti ci sono. Non solo veline, ma anche uomini e donne dello spettacolo sono finiti dietro una scrivania. In Italia, Luca Barbareschi, Gabriella Carlucci, Iva Zanicchi e Mara Carfagna sono passati dallo schermo televisivo a incarichi di ben alto livello politico. La bellezza e la notorietà non possono assolutamente pregiudicare la formazione e le competenze di ciascuno, i quali vanno giudicati esclusivamente per il loro operato.
L’educazione è un diritto fondamentale, per questo motivo bisognerebbe preoccuparsi dei metodi con i quali viene impartita l’educazione anziché soffermarsi ingenuamente sulle apparenze. I tempi cambiano e non c’è tempo per rimpiangere le maestre vecchio stampo con la gonna lunga fino al ginocchio e il maglioncino casto e puro. La bellezza non ha mai fatto del male a nessuno. A questo punto c’è da preoccuparsi dell’educazione impartita in famiglia con il ricorso all’uso di banali pregiudizi. Essere belle non costituisce di certo un handicap per la strada dell’insegnamento. La cronaca degli ultimi anni non ci ha risparmiato le immagini più dure sui metodi (se così possono essere definiti) con cui alcune maestre mettevano a tacere il pianto di un bambino o lo “istruivano” a mangiare - ingozzandolo e tirandolo per i capelli. E’ evidente che le problematiche di una scuola sono ben altre di un semplice bikini.
22 ottobre 2010
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