Gioco compulsivo. Azzardo nuova dipendenza
Roma, 3 dicembre 2011 - In tempo di crisi, si sa, qualche euro in più non è mai disdegnato, specie se guadagnato in modo del tutto fortuito. Quale miglior modo, allora, se non sperare in una vincita a un gioco? Negli ultimi anni si sono moltiplicati i giochi di fortuna: lotterie, varie forme di lotto, poker, slot machine. Giochi legali e illegali, reali e virtuali che mettono in moto il dramma di migliaia di persone che soffrono di una nuova dipendenza: sono i giocatori d’azzardo patologici. Il gioco d’azzardo patologico è una dipendenza che consiste nel giocare in maniera compulsiva con forme ludiche che non richiedono alcun tipo di abilità. Il giocatore perde gradualmente il contatto con la realtà e non riesce più ad autolimitarsi nelle scommesse o nelle puntate. Le conseguenze sociali e personali sono moltissime: un azzardo-dipendente è capace di dilapidare i propri risparmi causando disagi a sé stesso e alla propria famiglia. Danni non solo economici, ma anche affettivi, emotivi e relazionali, senza contare il rischio di cadere nelle trappole di strozzini o di commettere reati pur di racimolare altro denaro da giocare.
Non esiste un modello di giocatore patologico, il disturbo è trasversale poiché i sistemi di gioco sono anch’essi trasversali: dal bar alla tabaccheria, dalla sala gioco alla sala scommesse, fino ad internet; ogni sistema è buono per avere l’illusione di vincere. Nonostante lo Stato abbia legalizzato alcune forme di gioco e anche l’Unione Europea si sia espressa in merito, soprattutto a tutela dei minori, l’azzardo è difficile da limitare perché si fonda sull’elemento dell’aleatorietà che incide direttamente sulla psicologia del giocatore. Perciò l’invito a giocare moderatamente rimane semplicemente un monito. Per far fronte a questo nuovo allarme sociale, che ormai coinvolge quasi 700 mila persone, sono nati numerosi centri che, interagendo con le famiglie, cercano di fornire un aiuto concreto. Ma la cura migliore, come sempre, rimane la prevenzione che parte dal nucleo familiare. In famiglia bisogna saper cogliere quei particolari comportamenti che preludono alla dipendenza psicologica dal gioco. E’sospetto il bisogno di giocare somme sempre maggiori pur di tentare la sorte; è sospetto il comportamento di chi è eccessivamente assorbito dal gioco; è sospetta l’irrequietezza e l’irritabilità di chi non riesce a giocare perché qualcuno della famiglia lo ha indotto a dedicarsi ad altro.
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