Effetti collaterali
Chi avrebbe mai pensato, guardando in questi giorni le immagini di un paese in ginocchio, frustrato non solo per le devastazioni che la furia degli elementi hanno provocato, per il numero delle perdite in vite umane, per un potenziale disastro nucleare dovuto ad un concatenarsi di cause ed effetti del terremoto e dello tsunami, colpire anche il resto del mondo con effetti collaterali!!!
Ormai i fenomeni divengono globali ed hanno effetti domino che partendo dagli antipodi raggiungono prima o poi tutti noi. Effetti non solo sulla salute delle persone, ma anche sulle tasche delle stesse, come la crisi delle nazioni arabe del mediterraneo che ha fatto crescere il prezzo delle risorse energetiche a dismisura, così ora anche la catastrofe Giapponese avrà serie ripercussioni sulla produzione di tecnologie. Mentre la gente comune vedendo quelle immagini non si capacitava di tanto disastro, dall’apocalisse di quell’onda che tutto e tutti travolgeva, i mercati azionari mondiali si preoccupavano del potenziale disastro economico, forse più importante di tutto il resto, in quanto senza produzione la gente va a casa per quelli che l’hanno ancora, le esportazioni si fermano e tutto il meccanismo si inceppa.
Il Giappone è un ottimo integratore e produttore di tecnologia, che non ha materie prime di eccellenza e pertanto una brusca caduta preoccupata tutti, tutti coloro che a loro volta dipendono dai semilavorati prodotti dal Giappone. Così è crollata la produzione dei semiconduttori, con un rialzo dei prezzi all'ingrosso. Le principali aziende nipponiche del settore hanno avuto gli stabilimenti più importanti danneggiati, mentre la mancanza di energia elettrica ferma il lavoro negli altri siti.
E così i danni sulla produzione Giapponese si ripercuotono sull’intero settore dell’hi-tech mondiale. Le industrie elettroniche giapponesi che nel 2010 avevano prodotto il 14 % dei computer e dei device elettronici, il 14 % dei monitor e delle tv a cristalli liquidi, il 31 % della produzione mondiale di console per videogame (in particolare Sony), il 16 % della produzione dei televisori Lcd e al plasma e l'11 % dei telefoni cellulari e smartphone. A risentire immediatamente degli effetti del sisma sono stati subito i componenti elettronici: sui mercati mondiali, nei prossimi giorni, ci sarà una forte penuria di memorie Dram (di cui il Giappone detiene il 13,6 % della produzione mondiale) e delle memorie NAND flash (il 37 %). Entro due settimane, prevedono gli analisti, le scorte saranno esaurite e il razionamento dell'energia elettrica, allo stato attuale, impedisce una concreta ripresa della produzione.
La zona che è stata colpita dal sisma è quella con più alta densità industriale e pertanto si prevedono nel breve termine, aumenti generalizzati per i device elettronici dal 7 al 10% con un incremento a stabilizzazione avvenuta, dei prezzi pari al 20% rispetto ai prezzi ante sisma. Ma il sistema produttivo imposto dall’economia globale non prende in considerazione l’influenza che simili catastrofi possono avere sull’economia di singoli paesi e sulla produzione di particolari prodotti ad alta tecnologia. Il pessimismo nei mercati finanziari ne è una riprova. Di contro di sicuro ci saranno paesi che sono concorrenti del Giappone ed hanno un ruolo di primissimo ordine nello scenario mondiale, come la Cina che beneficeranno di questo stop produttivo forzoso del Giappone a tutto vantaggio del proprio portafoglio.
Forse bisognerebbe rivedere questo sistema introducendo dei correttivi e delle sovvenzioni ai paesi che hanno subito bruschi arresti produttivi a causa di eventi straordinari, a bilanciamento del fatto che la mancata produzione oltre a danneggiarli favorisce anche i loro diretti concorrenti.
Tutto ciò forse In un mondo diverso!!!!
Antonio Buongiorno
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