aggiornato il 19/05/2012

Famiglia italiana

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Questa settimana il prezzo dei carburanti è diminuito. La media nazionale registrata è per la benzina € 1,811, per la benzina senza piombo € 1,917, per il diesel € 1,695, per il diesel senza piombo € 1,784, per il gpl € 0,833 e per il metano € 0,967.

Conciliare ora si può

Conciliare ora si può


Chi non ricorda quei tentativi della tv di rendere di pubblico dominio le querelle (Mi manda RAI3 ) tra consumatori e produttori che si affrontavano accusandosi e rinfacciandosi truffe per prodotti non rispondenti alle specifiche e alle aspettative e gli altri che ribattevano che non erano stati utilizzati secondo le prescrizioni e le indicazioni di massima. Si cominciava così a parlare di pubblicità ingannevole, per non  parlare di tutta quella schiera di imbonitori, venditori urlatori e maghi che in canali televisivi, oggi improponibili, vendevano di tutto con promessa di risultati incredibili, compreso l’impossibile. Un nome su tutti Vanda Marchi, un esercito di creduloni e truffati con le prime televendite di prodotti dai nomi altisonanti come la crema Taurus un precursore dell’odierno viagra, che prometteva prestazioni appunto da toro. Oppure uno spray che spruzzato sulla totale calvizia creava una specie di peluria pettinabile, sulla testa dei pelati e veniva commercializzato in varie tinte. Diciamo che l’inventiva non aveva limiti e la poca informazione e la speranza illimitata di coloro che acquistavano, erano la principale causa del nascere di controversie di tutti generi con rilevanze penali molto gravi. Quindi non c’era al momento una giurisprudenza aggiornata e pronta a fronteggiare questo nuovo fenomeno, tutelare i consumatori, ma solo e soltanto controversie che finivano davanti ai giudici con penali che l’incauto acquirente era costretto a pagare. Una prima risposta fu data con l’introduzione di una norma comunitaria recepita ad hoc come la “la clausola di ripensamento” specialmente per gli acquisti fatti a distanza televendite ed oggi inserirei anche internet.

Questa norma permette al consumatore anche in presenza di un uso della cosa acquistata, entro un periodo di 7 giorni dalla consegna del bene stesso, di poterci ripensare e restituire a sue spese il bene, al fornitore. Diciamo che così c’era un elevato numero di cause che finivano davanti ai giudici ordinari, con arbitrati e non solo con spese processuali e di avvocati che economicamente erano rilevanti e tempi di attesa che conosciamo tutti. Vi starete chiedendo perché tutto questo preambolo, perché è stata introdotta proprio per dirimere questa tipologia di controversie, la “Conciliazione Commerciale”. La Conciliazione Commerciale o come recita il suo acronimo ADR, un Alternative Dispute Resolution è una conciliazione che comprende vari meccanismi di composizione delle controversie tra privati è si affianca e non si sostituisce alla giustizia ordinaria. Ha preso piede specialmente per dirimere le controversie sorte tra le associazioni dei consumatori e quella dei produttori, ma si estende anche a controversie condominiali, di locazione, responsabilità medica, contratti bancari, finanziari ed assicurativi. La conciliazione, in campo giuridico è il procedimento attraverso cui un terzo aiuta le parti a comporre una lite parliamo appunto di conciliazione giudiziale quando il terzo è un giudice, quando invece è Alternative Dispute Resolution e quindi svolta fuori del giudizio è riservata ad un conciliatore, un professionista che funge da mediatore. In ogni caso la conciliazione presuppone una libera determinazione delle parti, anche se raggiunta con l’aiuto di un terzo.

Le peculiarità del procedimento di conciliazione sono l’Imparzialità (il conciliatore è un terzo estraneo agli interessi delle parti che chiedono la conciliazione), l’economicità (non si devono pagare parcelle agli avvocati, ne per perizie ne tasse giudiziarie, gli onorari dei conciliatori è stabilito e fisso; noltre le cifre pagate ai conciliatori sono fiscalmente detraibili fino ad un massimo di 500 euro), la rapidità (la conciliazione si può risolvere anche in una sola seduta, di media occorrono 34 giorni, rispetto alla giustizia ordinaria che arriva anche ad anni), la riservatezza (nulla di ciò che è relativo alle cause delle controversie trattate in via di conciliazione, potrà essere rilevata dai conciliatori o dalle parti. Proprio per questo aspetto, le parti prima di iniziare il procedimento devono sottoscrivere un accordo), la volontarietà (le parti scelgono la conciliazione con decisione propria e possono decidere di portarla a termine se ne intravedono la convenienza, sia da un punto di vista che tale azione tuteli i propri interessi, sia economicamente in quanto meno onerosa di altre forme di giustizia ordinarie che non ultimo e non meno importante l’aspetto della rapidità nella conclusione del procedimento).

Per concludere possiamo notare come il legislatore nell’intento di trovare soluzioni adeguate e percorribili per fronteggiare e risolvere il numero sempre crescente di controversie sorte nell’ambito dei rapporti commerciali contrattuali e contestualmente per alleggerire un sistema giuridico ormai al collasso, abbia fatto uso di procedure extragiudiziali derivanti da esperienze ed usi di paesi diversi dal nostro. Inoltre a Milano questa settimana la Camera di Commercio del capoluogo lombardo, promuoverà nella settimana dal 18 al 24 ottobre, la possibilità di provare questo nuovo iter, in modo assolutamente gratuito. Questo alternativa per dirimere le controversie, darà la possibilità di far nascere nuove professionalità, come quella appunto del “Conciliatore”, con l’istituzione di corsi professionali. Se avete un problema che vi assilla o un dubbio che vi assale, provate per credere!

Antonio Buongiorno


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