Come siamo vulnerabili!
Il presidente della Bce Jean Claude Trichet, con il suo stile laconico come un bollettino di guerra, ha insinuato che potrebbe esserci un ’Aumento dei rischi’ per le prospettive di inflazione nell’Eurozona. Non ha pronunciato la consueta formula sul livello dei tassi ’adeguato’, ma ha confermato che serve una ’forte vigilanza’ da parte dell’Eurotower. Per gli addetti ai lavori queste frasi in codice vengono usate dalla Bce, un mese prima di rialzare i tassi d’interesse. Sui tassi il presidente della Bce aggiunge che l’istituto e’ pronto a intervenire tempestivamente, in maniera appropriata’.
Permettetemi una personalissima riflessione: “perché aumentano tali rischi per l’Eurozona?, secondo me non è facilmente individuabile, forse intuibile e come possono influire le rivolte nel Nord Africa per economie di paesi economicamente avanzati?
Per quello che logicamente è comprensibile ad un profano, gli aumenti incontrollati sui prezzi dei carburanti e su tutto il sistema energetico, non possono essere attribuiti alla sola caduta dei regimi totalitari in Tunisia, Egitto e forse Libia, anche perché le quote di mercato all’interno dell’Opec, per quanto riguarda la produzione del petrolio, gas naturale e derivati, di questi paesi non è rilevante. Il gas naturale oltre che dalla Tunisia arriva dalla Russia con il gasdotto che porta in tutta Europa il gas estratto nelle ex Repubbliche Sovietiche.
Di contro l’aumento del costo del petrolio si ripercuote su tutti i settori dell’industria sia quella meccanica che su quella alimentare, compreso il singolo contadino che vende direttamente i propri prodotti!!!!
A soffiare sui prezzi ci sono azioni speculative di investitori internazionali, che di fronte a queste crisi politiche internazionali, che rendono instabili paesi fortemente legati all’Europa prima che all’America, con lo spauracchio di nuovi governi di matrice islamico religiosa fondamentalista, prevedono scenari futuri che ben si addicono a speculare su di un futuro tutto ancora da immaginare. Ma se l’economia si muove solo su scenari ipotizzati è normale che l’inflazione riparta alimentata dalla speculazione e non da reali preoccupazioni di produzioni insufficienti a garantire a tutti l’oro nero. Di contro l’Opec ha dichiarato che al perdurare di queste crisi, potrebbe aumentare la produzione di greggio, per garantire comunque un flusso adeguato alle reali esigenze. Se ricordate come ad ogni fatto accaduto che ci ha reso meno sicuri, la gente ha letteralmente preso d’assalto supermercati e pompe di benzina per rifornirsi di tutto per la paura di rimanere senza!!!!!.
L’economia si sviluppa su modelli matematici con ampio utilizzo di variabili (compresa l’instabilità politica) e l’emanazione delle teorie economiche sono la risultante dell’applicazioni di tali modelli alla pratica. Ma dai Greci passando per Adam Smith fino a giungere J. M Keynes è comunque il mercato che genera gli andamenti e quindi l’aumento o la diminuzione dei prezzi dei beni. Ma se ci fosse vero, quanto sta accadendo non avrebbe fatto si che il prezzo della benzina salisse così sproporzionatamente in quanto l’offerta anche se leggermente in calo a causa dei conflitti in atto rispetto ad una domanda sostanzialmente costante, non avrebbe di certo generato tale impennata, essendo intervenuto appunto l’Opec a garantire un’integrazione nella produzione per riportare l’offerta al livello pre crisi. Ecco che un esercito di speculatori senza ritegno hanno iniziato a lavorare ipotizzando scenari apocalittici su futuri assetti geopolitici del mondo.
L’inflazione a febbraio proprio per questi scenari è salita al + 2,4% .
Aumentando i tassi, il costo del denaro crescerà, nella speranza di correggere così l’aumento dei prezzi, ma essendo già i ns. consumi al lumicino questo renderà ancora più asfittica la ns. produzione interna!!!!!
Antonio Buongiorno
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