aggiornato il 07/03/2013

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CIE. La carta d’identità elettronica

CIE. La carta d’identità elettronica





Roma, 4 ottobre 2012

La CIE, carta d’identità elettronica, dopo anni di sperimentazione potrebbe diventare effettiva a partire dalla primavera del 2013. Si tratta di un documento digitale multitasking, caratterizzato da microchip e chiavi di accesso, in cui confluiranno carta d’identità, codice fiscale, tessera sanitaria e carta nazionale dei servizi. Una smart-card, valida per 10 anni, che oltre a servire da documento di riconoscimento, permetterà di accedere ai servizi web erogati dalla P.A. come le prescrizioni mediche online o il fascicolo sanitario elettronico e, addirittura, di effettuare pagamenti. L’obiettivo, come ha affermato il ministro della Funzione Pubblica Filippo Griffi, è distribuire 8 milioni di card l’anno, a partire dalla prossima primavera, per un costo annuale di circa 62 milioni di euro. Per il momento, però, il processo è in stand by perché l’Agenzia Digitale italiana aspetta la nomina del proprio direttore generale.

La sperimentazione della CIE è iniziata nel 2000, attraverso una collaborazione tra il Ministero dell’Interno e 156 Comuni italiani. Nel 2006 la carta d’identità digitale sarebbe dovuta diventare obbligatoria, ma l’operazione si concluse con un dispendioso fallimento. Il progetto è stato poi ripristinato dal Governo Monti perché considerato strategico per una totale innovazione e digitalizzazione dell’Amministrazione Pubblica e un passo importante verso la semplificazione dell’accesso ai servizi e gestione delle pratiche burocratiche. E’ stato stimato che ad oggi la carta digitale sia costata ai cittadini circa 300 mila euro: c’è da sperare pertanto che questa sia la volta buona e non comporti ulteriore spreco di denaro.

Mariele Scifo


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