Bon ton dei luoghi pubblici
Scendo dal taxi e già da lontano inizio a passare in rassegna i volti delle persone assiepate nel foyer del teatro. Riconoscere Anna Paola sarà facile: ai tempi del liceo si distingueva per il suo incedere regale, per la figura snella e sinuosa, per i nobili lineamenti del volto, i lunghi capelli biondi raccolti con un nastrino raso. Ne aveva di mille colori…. Quel suo modo di abbigliarsi da ragazzina perbene: kilt, giacche di velluto, a diciotto anni il filo di perle al collo, le squisite buone maniere. Una fanciulla di altri tempi che faceva girare la testa ai ragazzi, incantava le mamme, seduceva i professori per la sua grazia innata e la sua eleganza.
Mio Dio che baraonda! Raggiungo con fatica il botteghino, i biglietti sono già stati ritirati. Ma dove sarà la stella della III A? Mi chiedo.
L’occhio mi cade sul didietro un po’ troppo formoso di una giovane donna fasciata in jersey maculato. Tacchi vertiginosi su stivaletti argentati a punta. Che orrore! Ma che fa ? Si sta rifacendo il trucco specchiandosi nelle vetrate Liberty…questa poi…Ma le toilette non esistono più? Entro nella platea. Mi fermo sulla soglia e il mio sguardo viene catturato da una donna super truccata che gesticola vistosamente verso di me. Sorride. Porta una mano alla bocca e grida il mio nome “Geneeeee…. Geneeee”.
Ma che dice a me la panterona? Rimango attonita, che ne è stato di Anna Paola?
Mi saluta con un “A bbella!!!!” E mentre vengo presa d’assalto da una serie di sbaciucchiamenti grassi di rossetto rosso fuoco, mi fa vedere che ai posti ha già pensato lei, indicandomi una fila di poltrone occupata dal suo cappotto sgargiante, la sua borsa metallizzata, la sua sciarpa d’argento con codine pelose…..
Ecco una classica situazione da evitare a teatro o al cinema.
Prima di tutto non occupare intere file di poltrone con soprabiti ed accessori vari per tenere il posto alle persone in ritardo, la puntualità se si vuole assistere ad una rappresentazione è d’obbligo. Qualora si dovesse arrivare in ritardo, ci si siede al primo posto disponibile senza recare fastidio agli altri spettatori, in molti teatri non si entra a spettacolo iniziato, si attende la fine del primo atto e si entra al momento dell’intervallo.
Non si applaude durante lo spettacolo ma solo alla fine di un atto e anche se fosse la rappresentazione peggiore che abbiamo mai visto si evitano fischi e schiamazzi di disapprovazione.
Al cinema di solito non si entra a proiezione iniziata, molti cinema vietano questa pratica molto diffusa nelle nostre sale che ci costringe, una volta accomodati sulla nostra poltrona e rilassati, ad alzarci per cedere il passo a qualche ritardatario.
Il silenzio è obbligatorio durante la proiezione, quindi no a suonerie del cellulare alte, conversazioni bisbigliate, rumori molesti o sgranocchiamenti vari di pop corn e patatine, i rifiuti e gli avanzi del nostro spuntino non si lasciano sulla poltrona o sul pavimento, ci sono appositi cestini da utilizzare.
Siamo ormai vittime di jungle cittadine, vessati dalla maleducazione altrui, spesso non facciamo neanche più caso ad azioni offensive che ogni giorno ci vengono inflitte su autobus, metro, per strada, nei luoghi pubblici quali uffici postali, negozi, ristoranti.
È norma di buon educazione quando si è in fila rispettarla ed attendere il proprio turno, il furbo è sempre in agguato e nel giro di pochi secondi, appena siamo colti da un attimo di distrazione, voilà, si infila e ci soffia il posto, rivendicando la sua precedenza.
Sull’autobus l’anziano ha diritto ad un posto a sedere, così come la persona disabile e la donna in stato interessante. Perché la maggior parte delle persone fa finta di non accorgersene e gira il volto dall’altra parte quando sale un nonno o una signora con il pancione? Rispolveriamo un po’ di sano bon ton metropolitano.
Non leggiamo di soppiatto sulla metro il giornale del vicino, non urtiamo con borse, ombrelli, con i nostri gomiti - o se capita per sbaglio facciamo subito le nostre scuse - i nostri vicini accalcati sui mezzi pubblici, evitiamo di parlare a voce alta di tutti i nostri problemi stretti come sardine sul tram.
Se dobbiamo soffiarci il naso o starnutire in pubblico cerchiamo di riparare il nostro volto con le mani e di ritagliarci un angolino tutto per noi con il nostro fazzoletto a portata di mano. In Giappone addirittura è un gesto di grave maleducazione starnutire o soffiarsi il naso anche con educazione se circondati da altre persone, soccorrere per strada una persona che cade, chiederle se si è fatta male perché si mette in evidenza l’”umiliazione” della sua caduta. Quindi nel Paese del Sol Levante bisogna far finta di nulla, lasciando che il povero infortunato si alzi da sé o chiamare un’ambulanza. Siamo qui in una situazione estrema, Paese che vai, usanza che trovi….ma ogni Paese ha le sue norme di civiltà e vanno rispettate.
A Pechino un giorno al mese, sui mezzi pubblici, si può assistere ad un vero e proprio cerimoniale di bon ton. Tutti sono obbligati a cedere il posto a chi ne ha bisogno: anziani, donne in gravidanza, disabili. La municipalità cinese ha anche messo a disposizione dei viaggiatori una “carta del posto civile” su cui i controllori devono segnalare quando e dove i passeggeri hanno ceduto il loro posto a categorie deboli.
Iniziative di questo genere non sono una novità in Cina: c’è ogni mese dell’anno un giorno in cui “ si fa la fila con ordine”.
Nella nostra società camminando veloci nel tunnel della metro o sulla scala mobile si tiene la destra, non si tallona la persona che ci sta davanti limitando il suo spazio vitale, non si fissa un estraneo mettendolo in imbarazzo con i nostri occhi puntati e curiosi.
Così come, anche se ci si trova in un luogo all’aperto, non si fuma in faccia al vicino che potrebbe non gradire e non si avvolgono in nubi di fumo le persone che ci circondano, ci si apparta educatamente se vogliamo fumare la nostra bionda senza dar fastidio. Possiamo chiedere invece con garbo se possiamo fumare mentre rimaniamo al tavolo senza dare fastidio a nessuno.
Buon senso, buona educazione, non devono mai mancare.
Genevieve de Frissac
Ecco quindi a Bologna un’Accademia del Bon Ton che propone una serie di corsi di buona educazione per essere sempre perfetti in ogni occasione e per vivere in armonia con se stessi e gli altri. http://www.etiquette.it/index.php?req=section&id=2
Dalla A alla Z un manuale di bon ton per non sbagliare mai:
http://leregoledelbonton.wordpress.com/2009/01/12/abbigliamento-e-bon-ton/
Interessante carrellata di Paesi e loro usi e costumi , il galateo del viaggiatore con video esplicativo:
http://www.marcopolo.tv/articolo/bon-ton-viaggio-estero
Bon ton al ristorante:
http://www.netgulp.it/galateo_bontonAlRistorante.aspx
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