Bon ton al buffet
Una cara amica quando veniva a prendere il tè a casa mia mi raccontava ogni volta storielle buffissime che lei osservava e in cui spesso rimaneva coinvolta. Con lei l’ora del tè tra noi amiche diventava sempre un momento di grande allegria e sonore risate.
Una volta tra un pasticcino e l’altro ci raccontò di un grande buffet organizzato da un suo collega in ufficio per festeggiare la nascita del primo bebè. Il collega aveva fatto arrivare decine di vassoi di tartine succulente, pizzette calde, tramezzini, bignè, pasticcini, mignon e torte varie per la gioia di tutti i presenti. Aveva allestito il tutto in una saletta con grande eleganza, fiori freschi sui tavoli, tovaglie color crema, bibite fresche sparse un po’ ovunque sui tavoli, lui serviva tutti con sorrisi e una parola affettuosa per tutti. Molti erano là solo per mangiare e divoravano dolci e rustici con la voracità delle locuste, altri parlavano con la bocca piena noncuranti dei vicini, alcuni si preparavano piatti al limite di ogni legge di gravità e appena terminavano le loro piramidi mangerecce tornavano al buffet per ‘ricaricare’ il piatto.
La mia amica era tra il divertito e l’inorridito. Signore di mezza età in tailleur impeccabile trangugiavano fiumi di aranciata e tramezzini gonfi di tonno e maionese, il responsabile dell’ufficio ingurgitava panini uno dietro l’altro, sembrava un pellicano impazzito….una scena a metà strada tra la commedia e il film horror!!! L’apice si raggiunse al brindisi in onore del pargoletto che si chiama Arturo. Il responsabile dell’ufficio alzò il calice e brindò alla salute del bimbo gridando a voce alta: “Alla salute del pupo di Luca, il piccolo Teodoro.”
Ecco non è raro vedere ai buffet, nei locali o alle cene, persone abbuffarsi come se non mangiassero da giorni, gente che si accalca davanti ai tavoli spintonando i vicini, cercando di non fare la fila per accaparrarsi prima le cibarie, signore impeccabili fino ad un momento prima trasformarsi in imbuti umani che in pochi minuti ripuliscono interi vassoi di pizzette.
Per prima cosa è sempre educato mettersi in fila ed aspettare il proprio turno per servirsi senza passare davanti al vicino o, peggio, cercarlo di farlo fuori in qualche modo - gomitate, pestoni ai piedi ecc- per rubargli da sotto agli occhi i bocconi.
Si assiste in questi casi - soprattutto ai buffet negli uffici - a vere e proprie lotte per mangiare di più, sembra la calata degli Unni!!!!
Non riempirsi il piatto fino all’inverosimile, si vedono guglie gotiche troneggiare sulle mani dei commensali che camminano in punta di piedi e si rifugiano in un angolo per divorare il loro bottino di guerra in fretta e furia, continuando a tenere d’occhio i tavoli imbanditi, pronti a sferrare il prossimo attacco.
Il piatto si prepara con alcune cose, poi ci si ritira per non intralciare gli altri, ci si serve con posate e tovagliolini, non si tocca mai il cibo nei vassoi per scegliere il tramezzino e poi si lascia lì perché non è di nostro gradimento, è una forma grave di maleducazione e mancanza assoluta di igiene.
Se nei piattini delle olive ci sono stuzzicadenti usateli, ma poi riponeteli nel vostro piatto o buttateli, non li lasciate in giro.
Non si continua ad ostruire il passaggio di chi vorrebbe avvicinarsi al tavolo per mangiare, magari fermandosi là a fare conversazione, non si torna decine di volte a riempirsi il piatto anche perché ci sono altre persone invitate insieme a noi che forse ancora devono assaggiare qualcosa.
Si rispettano gli altri e non si parla con il boccone in bocca tra un rustico e l’altro.
Cerchiamo di comportarci in maniera educata e civile, stiamo attenti a non sporcare, se qualcosa accidentalmente cade dal nostro piatto raccogliamola con un tovagliolino e gettiamola nel cestino. Un bignè caduto per terra pieno di crema potrebbe far scivolare la signora ingioiellata e pettoruta, dritta come un fuso sui suoi dodici centimetri di tacco, che arriva con passo felino dietro di noi…..
Buon appetito!
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