Bambini prodigio in tv: sì o no?
Dalla nascita dello “Zecchino d’oro” ad oggi, le trasmissioni che vedono protagonisti i più piccoli sono molto cambiate. Per alcuni, sarebbero dannose. E’ stata chiesta la soppressione di due programmi con baby cantanti: esagerazione o giusta tutela?
Nel mirino sono le trasmissioni “Ti lascio una canzone” e “Io canto”, condotte rispettivamente da Antonella Clerici su Rai Uno e da Jerry Scotti su Canale 5. Motivo? Violerebbero il Codice di autoregolamentazione Tv e minori che prevede di “non utilizzare i minori in grottesche imitazioni degli adulti”. L’accusa è stata lanciata da Antonio Marziale, consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e Presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, un Comitato scientifico costituito a Milano nel 2000 con l’obiettivo di studiare le problematiche relative alla tutela dei diritti dei minori attraverso l’indagine della realtà psicosociale e legale della sfera minorile, la sensibilizzazione dei mezzi d’informazione e delle Istituzioni, la promozione di iniziative. Marziale ha scritto al Direttore Generale della Rai, Mauro Masi, e al Presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, chiedendo la “sospensione immediata delle trasmissioni”.
“Se e’ vero che l’audience premia le due produzioni, è altresì vero che la maggior parte di segnalazioni giunte all’Osservatorio le riguardano e l’emittenza, sia pubblica che privata, non possono seguitare a far finta di niente”, ha dichiarato Marziale.
I due programmi in questione vedono come protagonisti bambini che hanno un’età dai 7 ai 16 anni; gran parte dei piccoli talenti si muove già con scioltezza davanti alle telecamere, ciò che colpisce di più sono le espressioni e le movenze da adulti consumati che assumono durante le performance canore. Le trasmissioni registrano ascolti molto alti: l’ultima puntata di “Ti lascio una canzone” è stata seguita da oltre 5 milioni di spettatori con uno share del 22,70%, “Io canto” la settimana scorsa è stato visto da quasi 5 milioni di persone, con uno share del 21,24%. Questo successo di pubblico dimostra quanto siano apprezzati i programmi su cui il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori ha lanciato l’allarme. L’impegno dei due canali televisivi a non trasgredire le norme è indiscutibile. “Abbiamo accolto con favore le enunciazioni del direttore generale Masi, che ha assicurato il massimo impegno nell’applicazione del Codice, garantendo la sospensione di quei programmi che trasgrediscono alle norme. Ebbene è tempo di conferire credibilità al pronunciamento, così come auspichiamo avvenga in casa Mediaset, dove Confalonieri, nel tempo, ha dimostrato più volte indubbia sensibilità”, ha sottolineato Marziale.
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