Ancora diritti negati all’infanzia
Roma, 21 novembre 2011 - Sono passati 22 anni dall’approvazione ONU della Convenzione internazionale sui diritti dell’Infanzia e 52 anni dalla Dichiarazione dei diritti del Bambino. Il 20 novembre di ogni anno in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale dell’Infanzia. Numerose iniziative sono promosse in tutte le città italiane per riflettere, sorridere, giocare e ricordarci di quando siamo stati bambini anche noi adulti; ma soprattutto per tener presente quanto il mondo dell’infanzia sia ancora un universo costellato di problematiche e di zone d’ombra. I diritti dei fanciulli, che anche in occidente sembrerebbero dati per certi, non sono ancora rispettati. La violenza fisica e psicologica, l’abuso sessuale, lo sfruttamento lavorativo, la povertà, il razzismo, la mancanza di istruzione, le malattie per denutrizione: nessun paese del mondo può dirsi salvo da queste piaghe che colpiscono direttamente il futuro di ciascuno di noi. Spesso si pensa ai diritti negati dell’infanzia in luoghi lontani dai nostri: il turismo sessuale e lo sfruttamento lavorativo nelle fabbriche dell’est del mondo o l’addestramento dei bambini soldato in Africa, già attanagliata dall’AIDS, in cui le stime di mortalità infantile sono altissime.
Ma non sempre bisogna andare così lontano: all’infanzia appartengono, ad esempio, anche le giovani ragazzine costrette alla prostituzione, venute in Italia in cerca di un futuro; nel nostro stesso Paese circa 410.000 minori vivono in condizioni di assoluta indigenza; per non parlare delle reti della malavita che, soprattutto nel sud, riescono ad adescare centinaia di piccoli nuovi adepti. Mentre in rete e in tv corre libera la violenza attraverso l’adescamento sessuale o la visione di contenuti turbativi poiché nella nostra società iperconnessa nessuno dei piccoli è sicuro senza l’adeguata supervisione degli adulti. L’eccessivo benessere, la permissività, le assenze e le carenze affettive sono quelle che producono le piccole e silenziose derive che divorano precocemente una purezza originaria di cui solo i bambini sono portatori. Bisogna restituire loro l’innocenza. Sia questo l’impegno di genitori ed educatori e sia questa un’altra delle grandi battaglie che la famiglia del terzo millennio deve affrontare.
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Unicef
ONU Italia
Associazione Azzurro
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