Addio cara busta di plastica!
E’ indubbiamente uno degli oggetti che più spesso ci accompagnano nella nostra vita quotidiana, così presente da essere quasi sempre dato per scontato e ignorato. Parliamo delle buste di plastica, compagne di ogni nostro acquisto, dalla spesa allo shopping del sabato pomeriggio o alla passeggiata in libreria. Eppure questo sacchetto, dall’aspetto così pratico e innocuo, rappresenta una delle minacce più pericolose per il nostro ambiente. Basti pensare che, secondo un recente studio di Legambiente, ognuno di noi fa uso ogni anno di più di 300 buste di plastica, per un consumo annuo complessivo di 20 miliardi di unità solo nel nostro Paese. E, come spesso accade, l’Italia si situa tra gli Stati meno virtuosi e più negligenti, avendo uno dei tassi più alti in Europa per lo spreco e la dispersione nell’ambiente delle nostre tanto amate compagne di shopping. Come sempre, non ci stancheremo di ripeterlo, un comportamento più responsabile porterebbe, oltre che a un abbattimento considerevole dell’inquinamento, anche un grande risparmio di risorse energetiche ed economiche. Basti pensare che ogni anno si potrebbero risparmiare 180.000 tonnellate di petrolio e le relative, devastanti, emissioni di CO2. Il problema è globale e di non facile soluzione. A livello mondiale, infatti, si ricicla solo l’1% dei sacchetti di plastica prodotti. La ragione è chiaramente di natura economica: riciclare costa più che produrre. Una delle proposte di Legambiente è di iniziare un’opera congiunta di “educazione civica” nei confronti delle famiglie e, parallelamente, di richiedere maggiore attenzione da parte delle grandi catene di vendita al dettaglio, invitando i clienti a contrastare la pessima abitudine dell’usa e getta con la vendita di borse riutilizzabili.
Una possibilità al vaglio degli esperti sarebbe quella di produrre sacchetti in tela o in materiale plastico ricavato dall’amido di mais. Non dobbiamo dimenticare che i sacchetti di plastica che finiscono dispersi nell’ambiente, e sono molti, possono rimanere per secoli nel terreno e nelle acque prima di essere riassorbite dall’ecosistema, inquinando il suolo e rappresentando un pericolo immediato per molte specie di animali. Tuttavia qualcosa si sta muovendo. Notizie incoraggianti arrivano dal fronte normativo: dal 31 dicembre 2010 sarà vietato il commercio dei sacchetti di plastica usa e getta. Per favorire e accompagnare questa iniziativa Legambiente ha promosso nei giorni scorsi una petizione per evitare ulteriori proroghe, l’ultima risale all’anno scorso, alla legge per la messa al bando dei contenitori di plastica. Già più di 2200 cittadini hanno aderito all’iniziativa, impegnandosi già da ora a non utilizzare più sacchetti usa e getta. Una piccola rivoluzione di abitudini e automatismi della nostra vita quotidiana può avere insperate e molto concrete ripercussioni a livello generale. Perché non tentare?
14 settembre 2009
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